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Maxi-multa per i No-Nav, che difendono Venezia dall’invasione di navi da crociera

Si battono da anni per contrastare una forma di turismo che fa male a Venezia, quello delle crociere, che portano nella Laguna soltanto visitatori mordi e fuggi con un alto impatto per l’ambiente. E ora si trovano a fare i conti con l’accanimento, nei loro confronti, da parte di uno Stato che nel bel mezzo della crisi economica ha deciso di comminare una vera e propria stangata ai cosiddetti No-Nav, militanti che si battono per salvare la città dall’invasione delle navi da crociera. Costretti oggi a fare i conti con una multa per quasi 20 mila euro per un episodio che risale al settembre del 2017.

Il 27 settembre, infatti, un gruppo di attivisti aveva manifestato nel canale della Giudecca, lanciando dei fumogeni da piccole imbarcazioni noleggiate. Quattro anni dopo, per evitare che scattasse la prescrizione, è arrivata proprio sul gong l’ingiunzione di pagamento della Capitaneria di porto, che andrà pagato entro il prossimo 7 aprile. Nei verbali si parla di “intralcio alla navigazione” e addirittura “tamponamento di un’imbarcazione della polizia”. Tutte accuse che, però, i protagonisti respingono con forza.

Alle pagine di Repubblica, l’avvocato Angelo Pozzan ha infatti spiegato: “L’ingiunzione è incomprensibile. La manifestazione era autorizzata, non ci sono stati assalti, tre navi da crociera non sono nemmeno salpate. C’era un concerto di protesta su un palco galleggiante ed è partito soltanto qualche fumogeno”. Una protesta che era nata, tra l’altro, per tirare per le orecchie un governo che aveva promesso da tempo “soluzioni fuori dalla Laguna” per le navi da crociera senza poi mettere però in atto alcuna misura concreta.

Ambientalismo, difesa di un turismo più intelligente, meno predatorio. Queste le rivendicazioni dei No-Nav, che si battono ormai da anni a difesa di Venezia. In passato, alcuni militanti erano arrivati a tuffarsi tra i colossi del mare dalla basilicia di San Marco, in segno di protesta. Oggi, molti vip si sono mossi per aiutare, anche economicamente, i manifestanti colpiti dalla sanzione. In attesa che il governo trovi una soluzione definitiva che, però, ancora non si vede all’orizzonte.

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