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Maxi sequestro di 400 uccelli di specie protette a Como: molti erano morti in un freezer

Redazione 17 novembre 2022 15:34

Pettirossi, fringuelli, storni e altri uccelli di specie protette, in tutto più di 400: sono quelli che la polizia provinciale di Como ha sequestrato a un bracconiere e affidato in custodia giudiziaria al Cras Stella del Nord della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Molti si trovavano nelle gabbie, altri erano già morti, in un freezer. “Alcuni – spiega l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente di LEIDAA – sono purtroppo arrivati senza vita, per le condizioni terribili in cui erano detenuti. Ci prenderemo cura di tutti gli altri con la passione e la determinazione che dimostriamo ogni giorno: dopo averli curati uno a uno li reimmetteremo in natura, per dar loro la vita libera cui hanno diritto”. 

Gli uccelli sequestrati a Como sono solo alcuni delle centinaia di animali curati dal CRAS “Stella del Nord”. Per un totale di 65 mila metri quadrati, il CRAS comprende spazi specifici per il primo soccorso, l’accoglienza, la degenza e il reinserimento in natura dei piccoli mammiferi e degli ungulati, voliere e tunnel di volo lunghi oltre 20 metri per gli uccelli. Il tutto con uno staff veterinario di prim’ordine e volontari adeguatamente formati per accogliere animali di habitat diversi, montani, lacustri e boschivi. 

Cosa è il CRAS

“Il nostro CRAS – spiega la Brambilla – è il simbolo della battaglia che LEIDAA conduce a favore dei selvatici. Animali che andrebbero tutelati maggiormente, ma purtroppo non tutti la pensano così: e quando l’uomo si scontra con l’animale selvatico, è l’animale che ha sempre la peggio. A maggior ragione oggi dopo aver lottato per tre legislature e quindi aver ottenuto l’inserimento in Costituzione della tutela di tutti gli animali, ci collochiamo in prima linea a difesa degli “animali di nessuno”, li accogliamo tutti senza distinzione di specie o di pregio naturalistico, senza orari, per curarli e restituirli al loro ambiente natura”.

“Il bracconaggio – conclude – è una pratica barbara e terribile che va contrastata non solo con interventi legislativi, come quelli che ho proposto nell’attuale legislatura, ma anche con una nuova sensibilità nei confronti degli animali selvatici. Ciò che vogliamo far capire a tutti è che gli animali dei boschi, dei cieli e dei laghi non poi così diversi dal cane, dal gatto e tutti gli altri quattrozampe che vivono nelle nostre case: proprio come loro vanno tutelati e rispettati!”.

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