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“Milano città per ricchi”. Rivolta anti Sala per le auto. Ira della polizia

Primo giorno di attivazione di area B a Milano e scoppiano le proteste per il blocco delle vetture fino alle Euro 5 diesel, cioè anche per quelle acquistate tra il settembre 2011 e il settembre 2015. Nel capoluogo lombardo, di fatto, è vietato l’ingresso per le auto a benzina euro 2 e per quelle a diesel euro 4 ed euro 5. Per queste vetture il divieto di accesso e di circolazione è in vigore dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, festivi esclusi. Tanti i disagi per i pendolari, per i lavoratori e per le aziende, costretti a cambiare il parco auto o a chiedere una deroga al Comune di Milano. Oppure pagando, qualora riescano ad acquistarla, la “scatola nera” prevista dal progetto “Move-in”, che dà diritto a un tot di chilometraggio annuale all’interno dell’area B.

L’area B, così come definita dal sindaco Beppe Sala, copre l’intero territorio comunale, periferie comprese, lasciando solamente pochi lembi agli automobilisti che non dispongono di una vettura di ultimissima generazione. Lo stesso Attilio Fontana, governatore di Regione Llombardia, si è detto contrario al provvedimento adottato dal sindaco di Milano: “Regione Lombardia non c’entra assolutamente niente con questa decisione, che non condividiamo, soprattutto nei tempi e nei modi. Decine di migliaia di macchine e furgoni non potranno più accedere in città per una decisione presa esclusivamente dall’Amministrazione comunale di centrosinistra“, ha scritto il governatore su Facebook.

Le proteste della Lega

Un pensiero va a tutti i pendolari che non possono cambiare macchina e che sono quindi costretti a un percorso a ostacoli per poter lavorare in Città. Sala ha previsto sostegni per chi rottama il proprio euro 5?“, ha dichiarato Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega e membro delle Commissioni attività produttive e trasporti, di Regione Lombardia. Il consigliere, poi, affonda il colpo: “Questa non è altro che una misura ideologica e utile, forse, a guadagnare qualche voto dei radical chic dell’ambiente all’interno della Cerchia dei Bastioni. Scelta che invece garantirà, sicuramente, nuove entrate alla casse del Comune. Decisione totalmente assurda, o peggio infame, se si considera, appunto, la presenza di ben quattordici parcheggi di interscambio su ventisei all’interno di Area B“.

Ira dei poliziotti

Ma ci sono anche le proteste dei lavoratori, in particolar modo dei poliziotti, che hanno dichiarato lo stato di mobilitazione contro una decisione che penalizza anche la loro categoria, oltre a quella dei negozianti e delle piccole e medie imprese. “Milano dà sempre più l’impressione di essere diventata vivibile solo per chi può permettersi ‘il meglio’ o per chi non può permettersi nulla, ovvero chi non si preoccupa di pagare. Verrebbe da dire, una città per ricchi ove il ceto medio/basso non deve, non può sopravvivere“, denuncia a ilGiornale.it Giuseppe Camardi, segretario generale provinciale Milano Fsp Polizia.

Si sentono presi in giro e umiliati da un’amministrazione che non considera le loro necessità, prima di tutto come operatori di sicurezza: “Qui abbiamo colleghi e cittadini che garantiscono da sempre servizi e sicurezza alla città di Milano in tutte le ore del giorno e della notte, feriali e festivi compresi, che vengono costretti ad indebitarsi per comprare un’auto che secondo queste assurde regole serva ad entrare liberamente nella città di Milano, non per svago ma per garantire un servizio indispensabile alla città“.

E sono cadute nel vuoto le richieste di incontro da parte dei sindacati di polizia con l’amministrazione cittadina per trovare un accordo per una soluzione di compromesso che possa permettere agli agenti di raggiungere liberamente il loro posto di lavoro: “Quello che fa davvero male è l’arroganza posta in essere dal comune di Milano nel negare qualsiasi interlocuzione con i sindacati di polizia e soprattutto con la polizia di Stato milanese. Questo tipo di atteggiamento è privo di quel garbo istituzionale che meriterebbero i servitori e sottolineiamo non servi dello Stato“.

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