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Milano, quel sondaggio che manda nel panico Beppe Sala e il Pd

9 Luglio 2021 – 10:39

Testa a testa tra l’attuale sindaco e Luca Bernardo, ma c’è un precedente che fa tremare la sinistra. Il centrodestra è in vantaggio in città

Milano, quel sondaggio che manda nel panico Beppe Sala e il Pd

Stanno per entrare nel vivo le elezioni Amministrative che si terranno tra settembre e ottobre. Saranno cinque le principali città italiane a essere chiamate al voto per rinnovare il consiglio comunale: oltre a Bologna, Napoli, Roma e Torino, anche a Milano i cittadini si recheranno alle urne per confermare l’attuale Giunta o cambiare passo con le altre novità in campo. La partita resta apertissima, così come conferma l’ultimissimo sondaggio che parla chiaro: i giochi non sono affatto chiusi e molto probabilmente sarà necessario il ballottaggio per decretare un vincitore. La rilevazione in questione, realizzata da Enzo Risso per Libero, manda nel panico Beppe Sala e il Partito democratico: il centrodestra ha la concreta possibilità di trionfare.

Il sondaggio per Milano

I numeri lo dicono chiaramente: l’attuale sindaco rischia seriamente di non essere rieletto e dunque potrebbe essere punito dai milanesi. A fare tremare il primo cittadino è Luca Bernardo, candidato del centrodestra. Dal sondaggio emerge che i due sfidanti partono sostanzialmente appaiati: a Sala viene attribuita una forbice del 44-48%; al primario di Pediatria del Fatebenefratelli del 43-47%. Va però considerato un precedente che preoccupa e non poco la sinistra: per farsi un’idea delle proporzioni, cinque anni fa l’attuale sindaco veniva dato in netto vantaggio in alcuni casi addirittura con 7 punti di distacco. Alla fine l’esito ha ribaltato i pronostici: Sala e Parisi arrivarono al ballottaggio distanziati da quasi l’1%, e alla sfida finale l’attuale sindaco vinse solamente con 3 punti di distacco.

Vanno poi valutati altri due fattori. Innanzitutto che il Movimento 5 Stelle pesava molto anche su Milano, mentre pare che oggi abbia praticamente dimezzato il proprio consenso (potrebbe passare dal 10% circa al 5%). E poi bisogna considerare che c’è un “difetto di immagine”: il 78% degli elettori di area moderata o sovranista dice di non conoscere l’uomo scelto da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Un problema che però potrà essere risolto con l’avvio della campagna elettorale. “Una volta che uno si candida, la notorietà si conquista in due mesi“, sottolineano infatti dalla coalizione.

Il centrodestra è in vantaggio

È sicuramente utile guardare le stime di voto dei singoli partiti. Il centrosinistra viene dato tra il 42 e il 46%. Tradotto: quella che sarebbe dovuta essere la “buona Amministrazione Sala”, in cinque anni avrebbe innalzato di pochissimi punti percentuali la reputazione (al primo turno prese il 41,7%). Storia diversa invece per il centrodestra, virtualmente in vantaggio con una forbice tra il 43 e il 47%. Interessanti le proiezioni sul risultato di Fratelli d’Italia: alle Amministrative del 2016 il partito di Giorgia Meloni prese il 2,4%, mentre attualmente viene quotato tra il 12 e il 16%. Tuttavia a Milano la Lega, data tra il 14 e il 18%, avrebbe ancora un margine di vantaggio. Cinque anni fa il Carroccio riuscì a ottenere l’11,7% delle preferenze.

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