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Milano, si è costituito in Questura un altro dei sette evasi dal carcere minorile Beccaria. Due sono ancora irreperibili

Un ragazzo di 19 anni evaso dal carcere minorile Beccaria il giorno di Natale si è presentato in serata presso la Questura di Milano in via Fatebenefratelli dove è stato arrestato per evasione dai poliziotti della Squadra Mobile. E’ il più grande dei sette evasi il giorno di Natale dal carcere minorile Cesare Beccaria. Il diciannovenne è un italiano residente in provincia di Como, accusato di maltrattamenti in famiglia, che già in passato era scappato da alcune comunità. L’autorità giudiziaria ha disposto il giudizio per direttissima.

Dopo la sua cattura, devono ancora essere individuati gli ultimi due fuggiaschi: un minorenne di 17 anni e un maggiorenne di 18 anni, entrambi italiani. Il quarto giovane era stato arrestato Il 27 dicembre dai carabinieri.

I primi tre erano stati ripresi dopo aver respirato l’aria fredda e umida della sera di Natale, fuori dalle mura del Beccaria: chi convinto dai genitori che non era il caso di emulare Harrison Ford nel Fuggitivo, chi trattenuto dalla nonna che aveva appena chiamato il 112 (“È qui, venitelo a prendere”), chi, ancora, ritrovato dagli agenti della penitenziaria a pochi passi dai cancelli.

L’evasione il giorno di Natale

Sette detenuti (tre dei quali maggiorenni), erano fuggiti il giorno di Natale dal carcere minorile milanese ‘Beccaria’. Durante l’evasione erano state appiccate fiamme all’interno della struttura e un’intera sezione di quattro stanze, con dodici detenuti, era stata resa inagibile. I giovani detenuti avevano approfittato dei lavori in corso da tempo per aprirsi un varco nella recinzione e poi scavalcare il muro di cinta.

Successivamente all’evasione altri detenuti avevano inscenato una plateale protesta appiccando le fiamme ad alcuni materassi e rendendo necessario l’intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco.

La parabola del Beccaria, tra cantieri infiniti e il direttore ‘fantasma’

Come tutte le carceri italiane, anche il Beccaria è malato di sovraffollamento. Attualmente sono 44 i detenuti, contro una capienza massima di 36 posti. Ma questo è solo uno dei problemi che si va a sommare a criticità ormai diventate croniche. Su tutte, la vicenda del cantiere infinito dell’istituto.

La ristrutturazione dell’edificio, in particolare dell’ex padiglione femminile, è iniziata nel 2008: i lavori sarebbero dovuti durare tre anni, ma non sono ancora terminati tra ostacoli e un iter, quello dell’appalto, rallentato. Risultato: un’intera ala è chiusa, con il conseguente dimezzamento dei posti disponibili e il trasferimento del reparto femminile altrove.

I segnali di tensione e disordini all’interno della struttura minorile erano emersi anche negli ultimi anni. Già nel 2018, dopo un’altra, l’ennesima, rivolta con materassi e coperte dati alle fiamme dai ragazzi, don Gino Rigoldi aveva lanciato l’allarme.

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