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Milano sogna i Giochi 2026. Ecco il Villaggio olimpico

16 Luglio 2021 – 06:00

Nell’area Scalo Romana l’infrastruttura principale. Ospiterà 1.300 atleti. Sala: “Poi diventerà studentato”

Milano sogna i Giochi 2026. Ecco il Villaggio olimpico

Il villaggio olimpico che ospiterà gli atleti per i Giochi invernali di Milano-Cortina nel 2026 sarà pronto tra quattro anni. Ieri nelle sale della Triennale è stato presentato il masterplan dello scalo di Porta Romana che lo ospiterà sulle basi di un progetto assegnato a Skidmore, Owings & Merrill che sarà realizzato da Coima Sgr, Covivio e Prada Holding e che, dopo i Giochi, in soli 4 mesi si trasformerà in un grande studentato attento allla sostenibilità e al digitale. Una riconversione urbanistica che è anche un po’ una «rivoluzione» culturale un esperimento che servirà a spiegare in concreto come sulle macerie di ciò che è stato possa nascere una nuova città moderna e sostenibile.

«Cogliendo l’occasione dei Giochi, ci sarà un grande sviluppo immobiliare concentrato nell’area sud di Milano – ha spiegato il sindaco Beppe Sala – perché è quella che più necessita di una rigenerazione urbana, in quanto è la nostra porta d’accesso ai parchi dell’area sud della città». L’ex Scalo di Porta Romana, un’area che si estende per una superficie di circa 190.000 mq, oltre alla residua porzione di 26.000 mq delle Ferrovie, si inserisce all’interno dell’Accordo di programma per la riqualificazione degli scali ferroviari sottoscritto da Ferrovie dello Stato, Comune di Milano e Regione Lombardia, e relativamente al Villaggio olimpico da realizzare per la Fondazione Milano-Cortina e il Comitato olimpico internazionale. «La presentazione del Masterplan si inserisce in una più ampia volontà regionale di riqualificare spazi definiti scali ferroviari che potranno dare un nuovo slancio alla città di Milano e alla Regione in generale – ha spiegato il governatore Attilio Fontana – In particolare il Villaggio Olimpico è un momento cruciale del cammino nell’organizzazione dei Giochi ed è senza dubbio l’opera più importante di tutto il progetto olimpico».

Il Villaggio olimpico ospiterà 1.300 atleti. Che qui vivranno per alcune settimane con i loro tecnici, lo staff, il personale medico e tutte le figure che prendono parte allo svolgimento di un evento così complesso e articolato come un’edizione dei Giochi. Sarà organizzato in tre aree: la zona residenziale che sarà poi riconvertita in uno studentato con mille posti letto, la zona per l’accoglienza, le segreterie e la ristorazione degli atleti che resterà anche dopo la riconversione ospitando nuovi servizi e la piazza olimpica con alberi e allestimenti che diventerà poi la nuova piazza del quartiere con negozi mercati ed eventi.

Nel suo utilizzo dopo i Giochi il villaggio è destinato a diventare un laboratorio di «sperimentazione urbana sostenibile» per provare a coinvolgere la comunità con sistemi di co-working, di condivisione di spazi e servizi con eventi che ne facciano un luogo di scambio e di dibattito della città: attrarrà giovani, imprenditori, micro-aziende che potranno socializzare, sperimentare e condividere.

L’area sarà gestita attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio degli edifici e al coinvolgimento della comunità anche grazie a programmi ricreativi e culturali che prevedono collaborazioni con associazioni e aziende del territorio anche in partnership pubblico-privato. I materiali usati per il Villaggio saranno scelti per le loro caratteristiche di sostenibilità (riciclabilità, riuso, ecocompatibilità ambientale), più del 30% dell’energia sarà prodotta grazie all’istallazione di impianti solari termici e fotovoltaici e le acque piovane saranno raccolte e riutilizzate, con una riduzione dell’uso di acqua potabile di oltre il 50% e una riduzione di CO2 del 40% per riscaldamento e il raffrescamento.

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