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Miranchuk-gol a Euro 2020: il russo rompe il tabù atalantino che durava da Italia ’90

È una vittoria anche un po’ bergamasca quella che tiene in vita la Russia a Euro 2020: nella prima gara del secondo turno, infatti, gli uomini di  Cercesov si sono aggrappati alla classe cristallina dell’atalantino Alexei Miranchuk, che con una prodezza da grande campione ha steso la Finlandia e regalato ai suoi tre punti fondamentali.

Quello del russo, però, non è solo un gol importantissimo per il cammino della sua selezione ai campionati europei, ma anche una marcatura storica per l’Atalanta: un giocatore nerazzurro non segnava in una delle due manifestazioni per nazionali dall’estate del 1990.

L’ultimo era stato Claudio Paul Caniggia con quel colpo di testa che portò la semifinale del mondiale nostrano Italia-Argentina ai supplementari e poi ai calci di rigore, trasformando la serata – iniziata in modo esaltante per gli italiani con il gol del solito Schillaci – in un vero e proprio incubo.

Quello, per colpa di Caniggia (e anche un po’ per l’uscita a vuoto di Zenga) fu il Mondiale dell’illusione azzurra: l’armata di Vicini era la grande favorita per la vittoria finale ma la rete dell’atalantino, il Figlio del vento, fece risvegliare tutti gli italiani improvvisamente. Poi, ai calci di rigore, quella semifinale finì come ben sappiamo.

Claudio Paul Caniggia

Claudio Paul Caniggia in una foto di Italia ’90

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