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Museo Bagatti Valsecchi: tutto quello che c’è da sapere sulla casa-museo più bella d’Europa

Museo Bagatti Valsecchi tutto quello che cè da sapere sulla casamuseo più bella dEuropa

Sala delle armi. Credits Ruggero Longoni

Un video e una storia per raccontare il museo Bagatti Valsecchi, un angolo rinascimentale fra le vetrine del quadrilatero milanese della moda.

Museo Bagatti Valsecchi: tutto quello che c’è da sapere sulla casa-museo più bella d’Europa

A volte per culto il Bello percorre strade inaspettate e la passione per il collezionismo assume i contorni di una lunga storia d’amore. Così, come in un colpo di fulmine, nasce la storia del museo Bagatti Valsecchi, dimora in stile neorinascimentale voluta dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, un ambiente pensato per accogliere nel calore delle mura domestiche opere d’arte e manufatti che potessero dare forma al sogno di ricreare lo spirito e lo stupore di un’abitazione del Rinascimento.

Museo Bagatti Valsecchi, Ingresso, foto Ruggero Longoni.

Oggi questo gioiello di fine Ottocento nel cuore di Milano è una casa-museo ricca di fascino dove ancora si respira un’atmosfera d’altri tempi. È considerata, tra l’altro, “una delle prime espressioni del design milanese”. Ecco la sua storia.

Museo Bagatti Valsecchi, Ingresso, foto Ruggero Longoni.

Fausto e Giuseppe, un sogno rinascimentale a Milano

Una collezione d’arte unica e due interpreti originali della Milano ottocentesca: Fausto, brillante e amante della bella vita, e Giuseppe, riservato e amante della tranquillità. Proprio ai suoi cinque figli, nati dal suo matrimonio con Carolina Borromeo, sarà affidato il compito di continuare a tenere in vita un sogno oltre le mode.

Museo Bagatti Valsecchi, Ingresso, foto Ruggero Longoni.

Opere d’arte e manufatti quattro-cinquecenteschi inseriti con raffinata coerenza nella dimora di famiglia, una casa all’avanguardia per i tempi, dotata di riscaldamento, acqua corrente e luce elettrica. Ma a brillare, in quel palazzo tra via Gesù e via Santo Spirito, oggi al centro del quadrilatero della moda, erano le opere d’arte raccolte dai fratelli, uniti nella vita e amanti del bello. Le stesse che si possono ammirare oggi, in una delle case-museo più suggestive d’Europa.

Una casa per l’arte, non un museo

Fausto e Giuseppe si impegnarono personalmente nel restyling del Palazzo ispirato al Rinascimento. Entrambi laureati in Legge e in Architettura, non praticarono mai la professione di avvocato (mentre lavorarono come architetti) e impiegarono molto del loro tempo e le loro risorse nella ristrutturazione delle proprietà e della casa di famiglia, alla sua decorazione e alla raccolta sistematica delle opere d’arte.

Museo Bagatti Valsecchi, Biblioteca, foto Ruggero Longoni.

Il loro amore per la stagione rinascimentale era in sintonia con il programma culturale varato dalla monarchia sabauda dopo l’Unità d’Italia. Il Rinascimento era vissuto in senso “etimologico”: era il riferimento su cui costruire una nuova arte nazionale, un passaggio indispensabile per consolidare un’unità nazionale ancora non interiorizzata dai “nuovi italiani”.

Un grande cuore sotto la Madonnina

Se i due fratelli si impegnarono a fondo nell’allestimento della loro dimora ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo, la loro esistenza trascorse tra le attività e le incombenze dei gentiluomini del loro rango: partecipavano alla vita della città, viaggiavano in Italia e all’estero, praticavano sport “nobili” come l’equitazione, il ciclismo e le ascensioni in pallone aerostatico.

Museo Bagatti Valsecchi, Biblioteca, decorazione pittorica del soffitto, foto Ruggero Longoni.

G. & L. Malcangi

E si dedicavano a svariate iniziative benefiche, uno dei caratteri distintivi della nobiltà milanese. Uno stile di vita che caratterizzò anche Pasino, uno dei figli di Giuseppe. Fu lui a costituire nel 1974 la Fondazione Bagatti Valsecchi, istituzione alla quale donò il patrimonio delle opere d’arte raccolto dai suoi avi. Vent’anni dopo, nel 1994, apriva al pubblico il Museo, una delle prime grandi espressioni del design milanese.

Un salottino privato

Museo Bagatti Valsecchi, Sala Bevilacqua, foto Ruggero Longoni.

È la Sala Bevilacqua, l’unica stanza della casa che conserva ancora la preziosa tappezzeria originale realizzata alla fine dell’Ottocento. Tra le opere allestite spicca la preziosa tavola polimaterica della Madonna col Bambino, opera di fine Quattrocento del pittore milanese Ambrogio Bevilacqua.

Un giglio intrecciato agli anelli

Museo Bagatti Valsecchi, Camera rossa, foto Ruggero Longoni.

La Camera rossa fu completata nel 1882, anno del matrimonio tra Giuseppe Bagatti Valsecchi e Carolina Borromeo. La decorazione della stanza prendeva spunto dal giglio dello stemma Bagatti Valsecchi intrecciato agli anelli dello stemma Borromeo. Il motivo era tessuto anche sulla tappezzeria, andata perduta. Fra i decori, gli arredi e le opere d’arte spiccano il soffitto del XV secolo in abete scolpito, gli stipiti delle porte in marmo nero e pietra arenaria e il letto siciliano in ferro battuto dorato realizzato agli inizi del XVII secolo e Santa Giustina, opera di Giovanni Bellini (1470 ca.).

Una camera neorinascimentale

Museo Bagatti Valsecchi, Valtellinese, foto Ruggero Longoni.

La Camera da letto di Fausto accoglie alcune delle opere più rilevanti della collezione, come il cinquecentesco polittico della Vergine col Bambino e Santi del Giampietrino e il letto a rilievi lignei proveniente da Palazzo Visconti Venosta a Grosio. Splendido il pavimento in marmo che simula un tappeto circondato da frange, mentre nei lacunari del soffitto le lettere del nome Faustus si alternano agli stemmi del Casato nobiliare.

Fra passato e presente: il Salone

Museo Bagatti Valsecchi, Sala delle armi, foto Ruggero Longoni.

Sala delle armi. Credits Ruggero Longoni

È l’ambiente più vasto di casa Bagatti Valsecchi: per rendere maestosa la stanza, Fausto e Giuseppe decorarono il soffitto con cassettoni lignei abbelliti da pigne dorate. Un particolare impianto di illuminazione valorizza le sue caratteristiche architettoniche: otto torciere si affiancano al grande lampadario centrale, mentre negli angoli della stanza diffondono la loro luce quattro lampade a piedistallo. I lampadari furono tutti precocemente convertiti all’alimentazione elettrica.

Passaggio del labirinto

Museo Bagatti Valsecchi, Passaggio del Labirinto, foto Ruggero Longoni.

Ispirata alla Stanza del Labirinto nel Palazzo Ducale di Mantova deve il proprio nome alla decorazione del soffitto. Al centro campeggia la scritta SIC ITUR PER ANGUSTA AD AUGUSTA (Si giunge così attraverso le difficoltà a cose eccelse), mentre alla parete ritroviamo il polittico raffigurante la Crocifissione e i Santi Giovanni Battista, Francesco, Bernardino da Siena e Caterina d’Alessandria, opera pavese della fine XV secolo. Sul tavolo ottagonale una collezione di piccoli attrezzi e oggetti d’uso, tra cui chiavi, posate e lucchetti.

La Galleria della Cupola

Museo Bagatti Valsecchi, Galleria della Cupola, foto Ruggero Longoni.

Deve il proprio nome alla Cupola con lucernario che la sovrasta. Come la parallela Galleria delle Armi, la Galleria della Cupola fiancheggia il grande Salone e funge da raccordo tra i due corpi del Palazzo, collegando fra loro l’appartamento di Fausto con quello di Giuseppe. Sui tavoli addossati alle pareti è possibile ammirare alcune delle ceramiche più importanti della collezione, tra le quali spicca un’opera di Ippolito Rombaldoni, un grande vaso databile al 1678.

In mostra: (Segrete) collezioni a confronto

Oltre 50 capolavori provenienti dalla collezione Gastaldi Rotelli sono ora esposti nelle sale del Museo Bagatti Valsecchi, in dialogo con i raffinati ambienti che le ospitano. Si tratta di opere che i coniugi Gilda Gastaldi e Giuseppe Rotelli hanno riunito alla fine del XX secolo dopo aver partecipato a importanti aste a ogni latitudine del globo. Grandi appassionati di pittura, collezionano soprattutto dipinti di artisti attivi tra Seicento e Settecento in Lombardia e Veneto: ora quelle opere dai dettagli misteriosi rivivono nella mostra La seduzione del bello. Capolavori segreti tra ’600 e ’700 (a cura di Antonio D’Amico), in programma fino al 12 marzo 2023.

  • Museo Bagatti Valsecchi, Sala Verde, foto Ruggero Longoni.

  • Museo Bagatti Valsecchi, Stufa, foto Ruggero Longoni.

  • Museo Bagatti Valsecchi, Affresco, foto Ruggero Longoni.

  • Museo Bagatti Valsecchi, Sala da pranzo, foto Ruggero Longoni.

  • Museo Bagatti Valsecchi, Bagno, foto Ruggero Longoni.

  • Museo Bagatti Valsecchi, Studio, foto Ruggero Longoni.

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