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Nancy Pelosi a Taiwan, altissima tensione Usa-Cina. Aerei da guerra pronti

Mentre osservano l’evolversi dele operazioni russe in Ucraina e brindano all’uccisione del vertice di al Quaeda al Zawahiri, gli Usa aprono un altro fronte caldissimo con la Cina. Perché la speaker della Camera americana, Nancy Pelosi, non ha rinunciato a fare tappa a Taipei, la capitale di Taiwan, nel suo viaggio di Stato in Asia, provocando l’irritazione dei cinesi e il picco della tensione nei rapporti fra le due superpotenze mondiali. La Pelosi dovrebbe atterrare a Taipei alle 22:30 locali (le 16:30 italiane).

Nessuna delle più alte cariche degli Stati Uniti d’America ha messo piede a Taiwan negli ultimi 25 anni. Previsto, secondo alcune fonti, un incontro con il Presidente Tsai Ing-Wen. Aumentano le tensioni tra Usa e Cina e anche le tensioni militari nello Stretto di Taiwan.

Militari pronti

Intanto, anche se non è “emergenza”, i militari di Taiwan hanno “aumentato” il livello di “prontezza operativa” da questa mattina “in risposta a esercitazioni militari” cinesi. Lo scrive l’agenzia Cna, che cita una fonte ben informata che parla della “minaccia militare” rappresentata dai movimenti cinesi.

La stessa fonte precisa che resta un livello “normale” di “prontezza operativa”, in base al sistema a due livelli dell’isola (che la Cina considera una “provincia ribelle”), e che quindi non c’è stato un innalzamento a “emergenza”.

Intanto sorvoli, stamani, di diversi caccia cinesi sarebbero stati effettuati nei pressi della linea mediana di demarcazione nello Stretto di Taiwan. Lo ha riferito un funzionario di Taiwan, come riporta il Financial Times, evidenziando come la Cina stia intensificando l’attività militare intorno all’isola e come le unità militari del Comando del teatro meridionale dell’Esercito popolare di liberazione siano in stato di massima allerta secondo valutazioni di ufficiali militari di due Paesi vicini.

La rabbia cinese

L’esercito della Cina non resterà a guardare se la presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi si recherà a Taiwan durante il suo tour in Asia, aveva dichiarato ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, sottolineando che una simile visita porterà a conseguenze molto serie. “Se Pelosi visiterà Taiwan, questa sarà una grave interferenza nella politica interna cinese e porterà a conseguenze molto gravi”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese.

In una conferenza stampa particolarmente tesa, la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha ribadito che la visita a Taiwan sarebbe “sconsiderata e provocatoria”, aggiungendo che la colpa sarebbe da attrituire soltanto agli Usa.

La Casa Bianca

Nancy Pelosi “non ha confermato con noi nessun programma, non deve farlo, come Speaker prende le sue decisioni, è suo diritto visitare Taiwan, altri Speaker lo hanno fatto”. Così il portavoce del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, che “questa possibile visita, che ha precedenti non cambierà lo status quo” e la politica degli Usa sull’unica Cina”, sottolineando che questo è stato ribadito a Pechino, anche nella telefonata tra Joe Biden e Xi Jinping.

“Le nostre azioni non sono minacciose”, ha ribadito affermando che “non c’è nessuna ragione per cui Pechino possa usare questa possibile visita come pretesto per condurre azioni di escalation”. Ed ha questo proposito ha aggiunto che gli Stati Uniti “non si faranno intimidire”.

“Se lei va non è senza precedenti”, riferendosi alla visita di Newt Gingrich del 1997, ha ripetuto più volte Kirby, che non ha voluto confermare se effettivamente Pelosi andrà a Taiwan, sottolineando che ancora non c’e’ stata nessuna conferma da parte dello staff della Speaker della visita.

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