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“Negozi chiusi e noi produttori fermi”, le difficoltà della “Piccola Milano”

Negozi chiusi e noi produttori fermi, in grave difficoltà. Stanno distruggendo l’economia reale. Stanno soffocando le realtà che costituiscono il tessuto produttivo del nostro Paese, fatto di piccole e grandi eccellenze.

Come la realtà produttiva del TAC (tessile abbigliamento e calzaturiero) che si trova in Puglia a Barletta, soprannominata “la piccola Milano” proprio per il punto di forza che questo settore rappresentava e che adesso sta facendo fatica a sopravvivere.

“Il covid e i negozi chiusi stanno ammazzando questi imprenditori. Qualcosa in questi 3 mesi è stato prodotto, ma non si può sopperire in così poco tempo a un anno intero di mancata produzione”, spiega la voce narrante del video condiviso su YouTube dal canale Antenna Sud.

“Ci hanno dimenticato, il nostro è un comparto importante. Negli anni ’90 questo settore del tessile e delle calzature ha dato un forte impulso a Barletta contribuendo a renderla importante. Negli anni ’90 eravamo eravamo la seconda città per maggior reddito pro capite, in questo momento siamo l’ultima città per reddito pro capite”. 

È assurdo che il governo pensi che le imprese possano continuare a sopravvivere nonostante le chiusure e nonostante i ridicoli sostegni che (nella migliore delle ipotesi) sono stati elargiti.

“Se l’azienda in un anno ha avuto una perdità di 40mila euro, lo Stato ti garantisce il 15%, ovvero 6mila euro, spalmati per 12 mesi. In pratica 500 euro mensili. Considerando che mensilmente per pagare una bolletta di luce si spende tra i 1.000/1.500 euro e per quella del gas circa 800 euro è chiaro che un’azienda, per questo decreto ristori, non ha possibilità di esistere”.

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