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New York Philharmonic, più donne che uomini con le audizioni al buio

Per la prima volta nei suoi 180 anni di vita la New York Philharmonic ha fra i suoi componenti più donne che uomini. Attualmente ci sono 45 donne e 44 uomini. All’inizio degli anni Settanta le donne erano appena 5. Da allora l’orchestra ha iniziato a fare audizioni al buio e ora 10 delle ultime 12 persone assunte sono donne. La prova per entrare si fa dietro un paravento che permette di non mostrare genere, età, colore della pelle. Passa solo il talento.

Prendendola dal lato storico, racconta il New York Times, quando, nel 1962, l’orchestra si è spostata al Lincoln Center non esisteva nemmeno lo spogliato per le donne perché non ce n’erano nell’ensamble. La prima è arrivata nel 1966.

Cynthia Phelps, ora prima viola, nell’orchestra dal 1992, dice che il cambiamento è venuto dopo una lunga lotta che va avanti. Per il Covid sono state bloccate le audizioni e attualmente ci sono 16 posti vacanti. Saranno riempiti con il metodo del paravento. Spiega Deborah Borda, presidente della Filarmonica newyorkese: «Le donne stanno conquistando queste posizioni in modo onesto ed equo». Nella maggior parte delle orchestre d’élite, almeno negli Usa, la prevalenza è ancora maschile, anche se si contano tutti gli ensamble si arriva invece alla parità.

La Filarmonica di New York non ha mai avuto un direttore donna. Alcune sezioni hanno grandi differenze di genere: le violiniste sono più degli uomini, nelle percussioni invece non ci sono donne. Mancano esponenti della comunità nera e dei Latini. Restano meno pagate (a Boston c’è stata una causa fra la prima flautista e il primo oboe perché il secondo era più pagato) e con difficoltà nel raggiungere le posizioni apicali come negli altri settori.

Guardando agli altri settori, sembra difficile applicare questo metodo di selezione. Molte aziende stanno però provando vie alternative: dal curriculum senza genere alle selezioni fatte on line, anche con avatar. Ci sono imprese che hanno provato la pratica di cancellare volontariamente dal CV dei candidati informazioni come nome, genere, età ed educazione, per eliminare così ogni possibile pregiudizio. L’obiettivo del blind recruitment è quello di superare i pregiudizi, anche inconsci, durante il processo di reclutamento. Le aziende sono sempre più coscienti del fatto che un team di professionisti eterogeneo e un ambiente lavorativo che favorisce l’inclusione permettono di ottenere performance lavorative migliori. Studi dimostrano che la diversità favorisce il raggiungimento di risultati fino al 35% superiori.

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