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Nicola Brunialti, intervista all'autore di ''Vacanze Bestiali'': la letteratura per ragazzi che insegna facendo divertire

Pubblicitario, autore e scrittore per ragazzi Nicola Brunialti ha da poco pubblicato Vacanze Bestiali, il suo nuovo libro edito Lapis Edizioni, in cui sottolinea l’importanza della natura, la riscoperta di mondi considerati, oggi, obsoleti come le dimensioni agresti, la campagna, e la tutela per l’ambiente. Una lettura per i piccoli lettori – ma anche per gli adulti! – che affronta tematiche importanti e insegna facendo riflettere e sorridere.

Nicola Brunialti, il mondo dell’infanzia e la riscoperta di una dimensione considerata perduta come la campagna

Nicola Brunialti intervista - Credits: bisceglielive.it
bisceglielive.it

M.M.: Dalle campagne pubblicitarie alla scrittura per ragazzi: il suo ultimo romanzo si concentra sull’importanza della campagna, la natura, e la tutela dell’ambiente.‘’Vacanze Bestiali’’, edito Lapis Edizioni, quanto ha di autobiografico?

Nicola Brunialti: Moltissimo! Mio nonno Fausto, una volta andato in pensione, si trasferì a vivere in campagna, allevando cani, galline, conigli, capre e un sacco di altri animali. Praticamente sono cresciuto con quella compagnia sempre accanto, entrando in contatto con cose a cui un normale ragazzino di città non ha accesso: la nascita di un cucciolo o di un pulcino, alzarsi presto per dar da mangiare a tutti, far tornare le galline nel pollaio alla sera, l’ansia per le tracce della volpe, il pelo soffice di un coniglietto o il dolore di una beccata di tacchino. Insomma, una vita molto avventurosa per un bambino che vive la maggior parte della propria esistenza in città.

M.M.: Come si è avvicinato alla letteratura per ragazzi e cosa lo ha indotto a cimentarsi nella scrittura per i più piccoli?

N.Brunialti: Amavo ­- e amo tutt’ora alla follia – il genio di Gianni Rodari e tutta la letteratura per ragazzi in generale, compresi i meravigliosi disegni di Richard Scarry. Alle elementari ho avuto la gigantesca fortuna di avere una suora che ci permetteva di leggere ogni mattina per mezz’ora un libro a scelta, preso dalla piccola biblioteca di classe a cui tutti avevamo contribuito.

Credo che da questa “frequentazione” così assidua e precoce sia nata la mia passione per il mondo della letteratura per ragazzi.Di loro amo la fiducia con la quale guardano alla vita e la semplicità con la quale credono che, al di là di qualunque avversità o peripezia, alla fine tutto andrà bene; e, come in ogni fiaba che si rispetti, arriverà un lieto fine. Scrivo per i ragazzi perché sono ancora ottimisti. Gli adulti no. Loro credono solo in quello che vedono e siccome più diventano grandi meno vedono, alla fine non credono più in niente.

M.M.: C’è un autore della letteratura per l’infanzia a cui si sente particolarmente vicino o che amava leggere da bambino?

N. Brunialti: Oltre a Rodari e Richard Scarry, sono soprattutto due i miei libri “della vita”: “Alice nel paese delle meraviglie” di Carroll e “Le vacanze di Nicola” di Sempé e Goscinny. Il primo mi ha aperto la porta sul mondo della fantasia più assoluta, del “tutto è possibile” se guardi il mondo con occhi diversi; il secondo mi ha dimostrato la possibilità che un libro per ragazzi potesse anche far ridere, molto. Una scoperta straordinaria per un bambino come me, travolto dal dolore di classici come “Cuore”, “Il piccolo Lord” e “Remì”.

”Vacanze Bestiali”, una favola attuale incastonata nella modernità di tempi troppo veloci

M.M. ‘’Vacanze Bestiali’’ è una sorta di favola moderna che, per alcuni versi, sembra rimandare alle antiche favole di Esopo o Fedro. Tuttavia, è anche un romanzo che sottolinea la riscoperta di alcune ‘’dimensioni perdute’’ come la campagna. Pensa che le politiche educative del contesto scolastico di oggi avvicinino i ragazzi alla tutela per l’ambiente?

N. Brunialti: Sì, credo che sempre più i programmi scolastici siano indirizzati verso una tutela dell’ambiente e una salvaguardia della natura che forse, prima, avevano meno peso all’interno della programmazione. Mi sembra che mai come oggi questi siano temi fondamentali: sono profondamente convinto che sia questo il paradiso che il buon Dio ci ha consegnato.

E vederlo trattato così è davvero un dolore a cui i bambini possono porre ancora rimedio. Mi sembra però che, ancora oggi, per molti di loro il mondo della natura sia davvero misterioso, visto che conoscono le galline solo come petti di pollo e i maiali come salsicce.

Insomma, oltre alla teoria, quello che manca loro è un contatto diretto con gli animali, con le loro abitudini, i loro caratteri, le loro storie. E anche le loro puzze, perché no. Puzze molto più naturali di quelle che sono costretti a sentire in città.

Nicola Brunialti, due epiloghi per una storia e progetti letterari futuri

M.M.: Come mai ha scelto di concludere il suo nuovo libro con due epiloghi?

N.Brunialti: Perché cerco sempre di stupire i miei lettori e un doppio finale inaspettato credo sia l’ideale. Il secondo finale è come un doppio dolce alla fine della cena o una doppia tombola. È un premio che mi piace dargli per avermi seguito fino alla fine del libro: aver avuto la pazienza e la costanza di arrivare all’ultima pagina è qualcosa che va premiato, specie oggi in un mondo sempre più spezzettato e pieno di distrazioni. E poi, quello che racconto nel secondo finale di questo libro era un evento che meritava un capitolo a parte!

M.M: Qual è il personaggio dei suoi libri a cui si sente più legato?

N.Brunialti: Sembra una risposta banale ma sono legato un po’ a tutti. Perché c’è un grosso pezzo di me in ognuno di loro. Proprio quello stesso “pezzo” in cui si riconoscono anche i lettori. È impossibile non essere autobiografici quando si scrive: anche nel libro più pieno di fantasia del mondo si troverà sempre un riferimento all’autore.

Ci sono io nel desiderio di affetto di Pennino, protagonista de “Pennino Finnegan e la fabbrica di baci”; ci sono io nella voglia di essere accettato di Sammy Sparaballe e di Hans, il ragazzo de “Un’estate mostruosa”; ci sono io nel dolore delle cicatrici di Alicia, perché con le mie otto operazioni alle ginocchia anch’io mi sono sentito un po’ “mostruoso”. E, ovviamente, ci sono io non tanto in Tommaso, il protagonista di questo ultimo libro, ma in Giulia “la peste”, soprattutto nel suo amore per le avventure pazze e la vita all’aria aperta.

M.M.: Progetti letterari futuri: sta già lavorando a nuovi romanzi? Può accennaci qualcosa a riguardo?

N.Brunialti: Idee ne ho molte. Ma per il momento mi riposo ancora un po’: l’anno passato è stato pieno di lavori e di soddisfazioni. Ho bisogno di un po’ di pace per ricaricare le pile e ripartire alla grande. Ma posso dirvi che ho in mente qualcosa di assolutamente nuovo per i ragazzi, qualcosa che non si aspettano. Speriamo bene!

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all’altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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