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Non si sono ancora incontrarti ma Sala vuole che Milano sia un modello

Beppe Sala e Mario Draghi non si sono ancora incontrati ma è certa la collaborazione tra i due e la volontà di far diventare Milano un modello.

beppe sala draghi
beppe sala draghi

Beppe Sala e Mario Draghi ancora non hanno lasciato dichiarazioni in merito ad un loro confronto all’indomani dell’arrivo del Governo Draghi, ma in molti ci metterebbero la mano sul fuoco. Quello che però possiamo sicuramente affermare è che Beppe Sala, ricandidato a Sindaco di Milano, ha più di una volta sottolineato che Milano dovrà essere il modello italiano della tanto proclamata transazione green, obiettivo che sembra essere primario anche per Draghi.

Beppe Sala e Mario Draghi

Beppe Sala e Mario Draghi sembrano essere accomunati dal grande obiettivo che è la transazione green delle città. Nonostante non ci siano state dichiarazioni ufficiali è chiaro a tutti che Beppe Sala non solo appoggia la linea di Mario Draghi ma l’ha addirittura anticipato. E’ di dicembre infatti l’approvazione del Piano Aria Clima a Milano, la programmazione che farà diventare entro il 2030 Milano una città ad emissioni zero.

Ma non solo. Beppe Sala all’epoca dichiarò in consiglio comunale che: “Milano dovrà essere un modello per tutti. Con quel tutti Sala non pensava solo ai comuni limitrofi ma all’Italia intera. Un concetto che ha sottolineato anche nell’incontro con la sindaca di Barcellona, altra città europea in prima linea verso la transazione green.

L’attacco dei Fridays For Future

Cosa penserà di tutto questo Draghi? Prenderà Milano come modello già nei suoi primi passi al Governo? Staremo a vedere.

Nel mentre i giovani di Fridays For Future di Milano sono vigili e attenti sulle decisioni e sull’operato del sindaco, proprio come la loro “musa ispiratrice” Greta Thunberg, e dichiarano il Piano Aria Clima una programmazione dai “tempi biblici”. I giovani di Fridays For Future spiegano: “Per i prossimi 5 anni il Comune si dedicherà “intensamente” a studiare, valutare, ragionare, ridefinire regole e programmare, per poi implementare queste proposte nel periodo 2025-2030”. Una mancanza di azioni immediate che i giovani criticano e difiniscono come: “l’ennesimo strumento di marketing che permette al nostro sindaco di presentarsi alle prossime elezioni come il portabandiera ambientale “.



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