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Obbligo di Green Pass per ristoranti e bar in Francia. L’opinione degli chef italiani

In Francia fanno discutere le parole del Primo Ministro. Una serie di provvedimenti limita gli accessi – solo con Green Pass – a chi non si vaccina. La parola ai cuochi più noti.

Fa discutere in questi giorni la decisione della Francia di rendere obbligatorio il Green Pass per accedere ad attività quali ristoranti e bar ma anche teatri e mezzi pubblici. I media parlano di un milioni di iscritti alle liste per il vaccino dopo l’annuncio del presidente Macron.

E intanto l’Italia, come il resto del mondo, si divide. C’è chi concorda auspicando un accelerata nel ritorno alla normalità, c’è chi invece rifiuta l’ipotesi vedendoci dietro una velata virata verso l’obbligo vaccinale.

Il Green Pass prevede infatti per l’ottenimento che si siano fatte tutte le dosi necessarie di vaccino. In alternativa si potrà sempre ricorrere al tampone. Ma è verosimilmente impossibile che qualcuno decida di sottoporsi a tampone (per altro a pagamento) ogni qualvolta abbia voglia di andare al bar con amici.

Ma cosa pensano gli chef italiani? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei più importanti nomi del panorama italiano. Ecco cos’hanno detto a Italian Gourmet.

La Fipe contraria a quest’ipotesi

La Fipe, nelle parole del Direttore Generale Roberto Calugi, si rende disponibile in ogni modo a sensibilizzare l’utenza per favorire la campagna vaccinale. Al contempo però sottolinea la contrarietà a interventi che vede come punitivi.

«La campagna vaccinale va sostenuta, incoraggiata e, possibilmente, velocizzata. Quello che tuttavia non è accettabile è che, per raggiungere l’immunità di gregge, si finisca per penalizzare sempre le solite categorie. I Pubblici esercizi hanno pagato più di ogni altro settore nei 16 mesi della pandemia. Andare ancora una volta a pesare sulle nostre attività significa compromettere la ripartenza e allontanare le migliaia di professionisti che stavano tornando pian piano ad avere fiducia. Se proprio si vuole percorre questa strada, che il vincolo del vaccino valga per ogni tipo di attività, dal teatro, alla palestra, al supermercato, a ogni altro luogo. Altrimenti è discriminatorio. Basta provvedimenti punitivi sempre contro i soliti settori»

Green Pass per ristoranti e bar: l’opinioni degli chef italiani

Famiglia Cerea, Da Vittorio

Famiglia Cerea - Da Vittorio

Foto: Fabrizio Pato Donati

«Le parole di Macron sono importanti e mandano un segnale molto forte che condividiamo, anche se siamo consapevoli che in Italia un’indicazione di questo tipo potrebbe essere di più difficile attuazione. Ma la sicurezza dei clienti e dei nostri collaboratori viene prima di tutto: quindi ben venga il Green pass, anche nei nostri ristoranti, qualora fosse richiesto esibirlo»

Eugenio Boer e Carlotta Perilli, [bür]

Eugenio Boer Carlotta Perilli

«È sicuramente un tema caldo. Qualsiasi posizione si prende, ci sono sfumature ed aspetti che non vanno trascurati. È giusto credere nella scienza e siamo certi che la strada della vaccinazione possa concretamente aiutare anche la ripresa economica. La sanità deve fare però la sua parte: i vaccini devono essere accessibili a tutti per quantità e per tempistiche. Al contrario sarebbe controproducente rendere obbligatorio il Green pass quando ancora non tutti, pur volendolo, possono averlo. In quel caso si penalizzerebbero ancora una volta certe attività ma anche gli utenti»

Giancarlo Perbellini, Casa Perbellini

Giancarlo Perbellini

«Una proposta che trovo giustissima. Non vedo perché, nel momento in cui tutti possono avere accesso al vaccino, non si dovrebbe pensare a prendere questa direzione. Io e il mio staff siamo vaccinati. Il Green pass per accedere al locale farebbe stare certamente più tranquillo me come ristoratore ma anche i miei ospiti»

Enrico Bartolini, Enrico Bartolini – Mudec

Enrico Bartolini - Foto Paolo Chiodini

«Sono d’accordo nel prevedere soluzioni e misure ben disciplinate, qualora dovesse rendersi necessaria una nuova chiusura di bar e ristoranti. Il nostro settore, tra i più penalizzati, ha perso di interesse da parte dei ragazzi che studiano per lavorare nel mondo della ristorazione. Si sono accorti che non siamo adeguatamente sostenuti e in molti pensano giustamente di studiare per fare altro. Questa è davvero una grande perdita, specialmente per il futuro»

Michelangelo Mammoliti, La Madernassa

Michelangelo Mammoliti

«Sono sicuramente favorevole al vaccino e all’ipotesi di un Green pass che faccia stare più tranquilli lavoratori e clienti. Mi preme però sottolineare che sarebbe buona cosa far rispettare le regole a tutti. I ristorante hanno pagato un caro prezzo in questi mesi e si sono dati un gran da fare per adattarsi ai cambiamenti. Questi sforzi però, proprio come l’idea del Green pass obbligatorio, sono vani se poi in altre circostanze non si rispetta alcuna norma. Penso ad esempio a certi festeggiamenti recenti legati alla vittoria dell’Italia ma anche a diverse altre situazioni. I sacrifici devono essere da parte di tutti»

In apertura: il ristorante [bür] di Eugenio Boer

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