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Oxfman e il mistero dell’iniquità alimentato dalla pandemia

La crisi pandemica ha colpito duramente i risparmi dei cittadini comuni, ma per pochi, ricchi, è stata una vera manna.

Il patrimonio delle persone più facoltose sul pianeta, infatti, dopo una battuta d’arresto iniziale è aumentato sensibilmente. Secondo i dati riportati da Oxfam la ricchezza complessiva delle persone più ricche del mondo aveva raggiunto, a dicembre, la somma complessiva di 11.950 miliardi di dollari.

All’inverso, non solo la classe medio-bassa si è impoverita, ma l’Oxfam prevede una ripresa economica totale per i cittadini “comuni” non prima dei prossimi 10 anni. Nonostante gli sforzi intrapresi dai governi, più a parole che a fatti, per far fronte alla crisi economica causata dalla pandemia, lo squilibrio economico è aumentato.

Restringendo il campo dei più ricchi al mondo a solo 10 persone il guadagno netto si “restringe” a 540 miliardi di dollari, somma che basterebbe a coprire per intero le spese per la vaccinazione contro il Covid-19 in tutto il mondo e a risollevare economicamente quanti sono in difficoltà.

Non è un segreto, d’altronde, che in periodi di guerre o di grandi crisi i più ricchi guadagnano ulteriormente, mentre a rimetterci sono, al solito, i cittadini comuni.

“Per la prima volta in un secolo, rileva Oxfam sulla base di un sondaggio svolto tra 295 economisti in 79 paesi…si registra un aumento della disuguaglianza economica in quasi tutti i paesi contemporaneamente… la Banca Mondiale prevede inoltre che entro il 2030 oltre mezzo miliardo di persone in più vivranno in povertà…”.

Di questo argomento ci eravamo già occupati più volte nei mesi scorsi (a settembre, ottobre e dicembre). Non lo ricordiamo per dire quanto siamo bravi ma solo perché il rapporto di Oxfam è solo l’ultimo, in termini temporali, degli indicatori di questa deriva gravissima che sta creando una società potenzialmente insostenibile. Oppure, come ci raccontava il World Economic Forum qualche anno fa, siamo sulla strada per realizzare la profezia “2030, non avrai nulla e sarai felice“.

la chiosa finale di Oxfam non è una condanna definitiva: “L’aumento delle disuguaglianze non è un fenomeno inevitabile, ma dipende dalle scelte politiche dei governi… la crisi generata dal Covid-19 offre ai governi di tutto il mondo l’occasione di adottare politiche in grado di promuovere sistemi economici più equi e inclusivi”.

È ovvio che, perché i governi riescano ad adottare provvedimenti più “equi ed inclusivi”, è necessario che realizzino politiche diverse, che frenino l’attuale vampirizzazione delle risorse da parte della grande finanza e delle élite dell’economia (Amazon, Apple etc.).

Oggi le forze che contrastano l’adozione di tali politiche sono molto potenti e, di contro, la Politica appare molto debole, divisa e divisiva, quanto incapace di trovare un terreno comune per favorire il bene comune dei cittadini.

Significativo il titolo che Oxfam ha voluto dare al suo studio: “Il virus della disuguaglianza”. Già, occorre non solo trovare una cura a tale pandemia, ma anche un vaccino, cioè costruire, o ripristinare, un sistema economico-sociale in grado di evitare il prolungarsi di tale iniquità, alla quale la pandemia virale ha dato solo un’accelerazione.

 

L’articolo Oxfman e il mistero dell’iniquità alimentato dalla pandemia sembra essere il primo su piccole note.

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