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Palazzo pubblico a Siena: apre il cantiere di restauro degli affreschi di Lorenzetti

Questa è una di quelle occasioni da cogliere al volo: dal 1° dicembre al 31 gennaio sarà possibile ammirare gli affreschi medievali del palazzo pubblico di Siena da una prospettiva davvero unica, salendo sui ponteggi approntati per il restauro di uno dei cicli pittorici più importanti della città e dell’arte del XIV secolo. Ogni giorno (tranne il 25 dicembre), dalle 10.30 alle 16.15 c’è infatti la possibilità di prenotare la visita al cantiere di restauro della sala della pace e salire (in tutta sicurezza) sull’impalcatura che si trova a circa due metri e mezzo dal livello del pavimento: da qui – accompagnati da esperti storici dell’arte – si potranno scoprire tutti i segreti dell’opera di Ambrogio Lorenzetti e osservare tutti i dettagli che normalmente non si riescono a cogliere.

Siena anno 1338

Realizzati tra il 1338 e il 1339 e commissionati dal Governo dei Nove, una delle principali magistrature cittadine dell’epoca, gli affreschi sono il capolavoro di Ambrogio Lorenzetti, tra i maestri più importanti della pittura senese del Trecento. Qui l’artista decide di rappresentare le allegorie del buono e del cattivo governo e gli effetti dell’uno e dell’altro: così, se nel Buon Governo dominano le figure della Sapienza, della Giustizia e delle Virtù, e i cittadini sono rappresentanti mentre lavorano, studiano e danzano in una città in cui i pensieri e le preoccupazioni non sembrano trovare spazio, sulla parete dedicata all’allegoria del Cattivo Governo, la Tirannide siede al centro, affiancata da Avarizia, Superbia e Vanagloria, con la povera personificazione della Giustizia che siede sconsolata a terra, le mani legate e l’espressione triste e addolorata. Naturale che gli effetti di un governo del genere, rappresentati sulla parete accanto, siano deleteri: la città, che prima era ricca e fiorente, appare adesso in rovina, coi cittadini che distruggono invece di costruire, gli eserciti che invadono le campagne, morti ammazzati e un’attività economica ridotta al minimo indispensabile. Un tracollo insomma, un pericolo che gli affreschi dovevano rendere ben visibile a tutta la popolazione senese.

Il restauro degli affreschi

Pietra miliare della pittura italiana sono insomma gli affreschi di Lorenzetti, ma fragili, tanto fragili che già qualche anno dopo la morte dell’autore (vittima della peste del 1348) sarà necessario integrare in parte l’intonaco originario. Ma restauri sono documentati anche nei secoli successivi, a testimonianza di quanto questi affreschi fossero considerati importanti per il governo senese, e continuano ancora oggi con una campagna approfondita, iniziata nel 2021 per curare nel migliore dei modi la conservazione e la valorizzazione di un capolavoro senza tempo. Grazie alla collaborazione dell’Università degli Studi di Siena, dell’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del CNR di Firenze e della Soprintendenza SABAP di Siena Grosseto e Arezzo, quest’ultima campagna di restauro (resa possibile anche grazie al sostegno del Rotary Club Montaperti, San Casciano-Chianti, Siena, Siena Est e Inner Wheel) vuole nello specifico valutare lo stato di conservazione dell’intera superficie dipinta e documentare i possibili fattori di alterazione per poter poi procedere nel vero e proprio lavoro di tutela.

Come prenotare la visita al palazzo pubblico di Siena

E a noi non spetta altro che approfittare dei ponteggi per guardare, occhi negli occhi, i senesi di qualche secolo fa: per prenotare la propria visita basta seguire questo link: il biglietto intero (che comprende anche l’ingresso al Museo Civico) costa € 21, € 15 per i residenti a Siena. La visita, in italiano – ma il lunedì c’è anche un tour in inglese – dura trenta minuti, per gruppi di massimo 9 persone. Un’esperienza che difficilmente si dimenticherà.

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