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Partigiani in piazza contro la manifestazione neofascista a Dongo in memoria della cattura di Mussolini

Contromanifestazione antifascista a Dongo, domenica 2 maggio, in occasione dell’annunciato raduno neofascista convocato come ogni anno dai movimenti di estrema destra nell’anniversario della cattura del Duce e dei suoi gerarchi, nel 1945. A convocare il presidio antifascista è l’Anpi di Dongo, che da giorni chiede alle autorità di vietare il raduno dei nostalgici di Mussolini, che ogni anno convergono sulla cittadina lariana con i vessilli e i simboli fascisti per una marcia, una messa e il rito del “presente” con le braccia tese nel saluto fascista. La messa viene celebrata nella chiesetta di Giulino di Mezzegra, dove era era stato ucciso Mussolini, e dopo la liturgia i fascisti hanno intenzione di andare davanti alla villa Belmonte,dove fisicamente i partigiani spararono al Duce, la cui salma da lì venne caricata e trasportata a Milano per essere esposta a piazzale Loreto.

L’Anpi da giorni chiede alle autorità di vietare l’appuntamento e i appoggio a questa richiesta sono state fatte due interrogazioni parlamentari, una alla Camera e una al Senato, firmate una di senatori Ruotolo De Petri ed Errani, la seconda dall’onorevole Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto.

Ma ci saranno anche i partigiani in piazza a Dongo, domenica mattina. “Ci ritroviamo in piazza Paracchini per un presidio democratico contro l’arrivo annuale di questi personaggi che scendono a Dongo tutti gli anni, da tutta la Lombardia. Fra loro ci sono anche molti volti noti dell’area neofascista, di Forza Nuova e di Casa Pound – dice Antonio Proietto, segretario provinciale dell’Anpi di Como – E’ la solita  l’adunata fascista e noi non ci stiamo a lasciar passare anche questa provocazione. Ormai continuano a manifestare in sfregio alla Costituzione e ai valori democratici. Stasera saranno nell’anniversario della morte di Sergio Ramelli a Como, a viale Geno, dove è stata intitolato uno spazio al militante ucciso negli anni Settanta. Dobbiamo dimostrare che ci siamo, non possiamo stare in silenzio”.

Stamattina i rappresentanti dell’Anpi saranno ricevuti dal prefetto di Como, Andrea Polichetti, che sicuramente disporrà come negli anni passati la presenza delle forze dell’ordine in piazza a Dongo per evitare incidenti.

“La libertà di espressione è un sacrosanto diritto, conquistato proprio con il sacrificio di milioni di morti che hanno combattuto per sconfiggere le dittature del nazifascismo – denuncia l’Anpi di Dongo – . Eventi nei quali queste dittature sono celebrate e propagandate nelle pubbliche strade da gruppi organizzati. Vogliamo che Dongo sia simbolo di una permanente civile resistenza. Sia luogo di conoscenza di quelle ultime tragiche giornate che hanno visto la fine della dittatura, la rinascita della democrazia e la nascita della Repubblica, che quei giorni di fine aprile siano celebrati come momento di confronto e di approfondimento della Storia e dei valori della Resistenza, della Costituzione e della democrazia nata con essa”.

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