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Pediatri, arrivano rinforzi per 21 sedi scoperte

Sono ventuno i nuovi pediatri che dovrebbero prendere servizio tra il Milanese e la provincia di Lodi nel giro di 45 giorni. Delle 28 posizioni per cui era stato aperto il bando da Ats Città metropolitana di Milano, infatti, sono stati assegnati 21 pediatri di libera scelta. Si sono chiusi ieri i colloqui per l’accettazione del posto vacante: in particolare un nuovo dottore dei bambini è stato assegnato al Municipio 1, 2 nel Municipio 6, 1 a Baggio, ambito vincolato nel Municipio 7, 1 all’8 e uno al 9, per quanto riguarda la città di Milano.

Nel Milanese, invece, dovrebbe prendere servizio un nuovo pediatra di libera scelta tra Bollate, Baranzate e Novate Milanese, uno tra Paderno e Senago, uno su Corsico e Cesano Boscone e uno tra Assago, Buccinasco, Cusago, Trezzano sul Naviglio (distretto Rhodese). Nel distretto dell’Ovest milanese che copre i comuni di Arluno, Bareggio, Casorezzo, Ossona, Santo Stefano Ticino, Sedriano, Vittuone arriva un nuovo dottore dei bambini, un altro tra Legnano e Rescaldina. Così su Albairate, Bubbiano, Calvignasco, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Gaggiano, Gudo Visconti e Vermezzo. Nel distretto di Melegnano e Martesana, che va da Opera a Inzago, coprendo i territori di Pioltello, Rozzano e Vimodrone, una decina di nuovi dottori per i bambini (fino a 14 anni): 9 per la precisione.

Così è andato meglio delle ultime volte il bando per reclutare nuovi medici di base: su 250 posti riservati ai corsisti, ovvero a chi ha ultimato il corso regionale per diventare medico di famiglia, hanno risposto in 150 e in questi giorni sono in corso i colloqui per l’accettazione del posto. Da scremare, tra le adesioni, quelle dei medici fuori regione: una volta confermato il proprio sì, il medico deve esercitare almeno tre anni in studio, prima di poter chiedere il trasferimento. Il che significa che posti coperti ora, tra poco più di tre anni saranno di nuovo vacanti.

Nel frattempo, circa tre mesi fa, la Regione ha chiesto ai medici disponibili di alzare il massimale, arrivando a quota 2mila pazienti o di lavorare oltre la pensione, richiesta soddisfatta da qualche professionista. Diversa la situazione per i pediatri che già da anni possono iscrivere oltre il massimale (880 assistiti) i neonati o nuovi residenti di età inferiore a 6 anni. Così ci sono dei comuni, come Assago, dove i medici di famiglia si sono sentiti quasi in dovere di accettare per non lasciare scoperti i propri concittadini, così altro ambito carente è nel municipio 7 a Baggio e a San Siro, zone critiche che stanno diventando quasi impossibili da assegnare.

In questi giorni si scoprirà se gli abitanti di questi quartieri «difficili» potranno di nuovo avere un dottore di riferimento. Una volta accettato il posto il medico di famiglia ha 45 giorni di tempo per aprire lo studio.

Questo per ribadire che la situazione della medicina territoriale a Milano è quanta mai disperata: nell’ultimo bando della regione a luglio avevano risposto in 25 per il Milanese e il Lodigiano per 200 posizioni disponibili, di cui 60 solo in città. Per Calvairate, San Siro, Lorenteggio, Gratosoglio e Corvetto il bando precedente, a maggio, offriva spazi a prezzi convenzionati per aprire studi nei diversi quartieri popolari. Per chi sceglierà di andare in una sede «disagiata», ovvero una zona priva di medico e messa a bando per tre volte, erano previsti incentivi fino a 6mila euro.

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