pensioni,-tasse-e-ristori-per-il-pos:-i-primi-interventi-del-governo-meloni-per-il-2023

Pensioni, tasse e ristori per il Pos: i primi interventi del governo Meloni per il 2023

Prima la legge di bilancio, poi il decreto sicurezza e subito dopo una sfilza di interventi “di peso”: dalla riforma del fisco e quella delle pensioni a un nuovo decreto armi, passando per le misure a favore dei commercianti per l’uso del Pos alla giustizia. Per il 2023 l’agenda del governo è già molto fitta.

Fisco e lavoro sono i dossier più caldi. Da febbraio 2023 si lavorerà su alcune modifiche nell’ambito del Fisco, con particolare attenzione al settore delle imposte e delle multe. “Non vogliamo ricorrere a scostamenti di bilancio: dobbiamo verificare i costi di tutte le misure con la Ragioneria generale”, ha dichiarato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. La semplificazione riguarderà anche l’imposta più importante, l’Irpef. L’obiettivo è passare dalle 4 aliquote attuali a 3 “con l’obiettivo di alleggerire il prelievo, in particolare per il ceto medio”. Si aggiunge la flat tax incrementale per tutti, cioè il prelievo agevolato del 15% sui redditi in più dichiarati rispetto al massimo denunciato nel triennio precedente. Si vuole poi agire togliendo gli sconti fiscali “meno giustificabili”.

Dopo la stretta al reddito di cittadinanza inserita nella Manovra, il ministero del Lavoro ha annunciato la volontà di varare una riforma complessiva che part dai centri per l’impiego all’attuazione del Pnrr sull’occupabilità. Secondo gli auspici, dovrebbe essere sul tavolo nella seconda metà di gennaio. 

Parallelamente c’è la necessità di mettere mano alla riforma delle pensioni. Con la Manovra si è stabilito che per il 2023 si potrà andare in pensione con “quota 103” cioè 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica e c’è “opzione donna” che prevede l’uscita anticipata per caregiver, invalide al 74% e  lavoratrici di aziende in crisi. Si tratta però di una soluzione “tampone” per non tornare alla legge Fornero.  

Il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha sottolineato “la volontà di fare un riordino complessivo della materia”. Tra gli obiettivi principali quelli di “chiudere la stagione delle forme di accesso a pensioni sperimentali” per “individuare l’accesso a pensioni più compatibile con le esigenze personali e sanitarie del lavoratore e al contempo di ricambio generazionale dei datori di lavoro, evitando pericolosi ‘scaloni’ anagrafici”. Inoltre “si perseguirà una razionalizzazione degli strumenti di prepensionamento a oggi esistenti, prevedendo forme sostenibili di compartecipazione fra oneri a carico del datore di lavoro e dello Stato con esodo dei lavoratori più vicini alla pensione e percorsi ‘mirati’ di staffetta generazionale con doti attrattive di incentivi alle assunzioni che consentano un efficace rilancio dell’occupazione giovanile”.

Nel decreto Sicurezza telefono cellulare vietato ai bulli e stretta anti stalker

C’è poi il settore della giustizia. I recenti casi di cronaca, uno su tutti l’evasione di sette ragazzi dall’istituto minorile Beccaria di Milano, ha portato l’attenzione sul tema delle carceri. Si pensa a interventi per decongestionare gli istituti e migliorare i percorsi per i detenuti. 

Il ministro Carlo Nordio ha annunciato tra i primi atti di gennaio gli interventi contro la “paura della firma”. Molti sindaci chiedono di intervenire sull’abuso d’ufficio, reato già modificato diverse volte negli ultimi anni, ma il cui perimetro – è la critica – sarebbe comunque ancora troppo elastico. Nordio ha già chiarito che a suo avviso il reato potrebbe anche essere abolito.

Già sul tavolo del Viminale la bozza del decreto Sicurezza. Nel provvedimento ci sarà, secondo le indicazioni trapelate finora, una stretta per le imbarcazioni delle ong che soccorrono i migranti. Non solo, sono previste pene più severe per le baby gang o per chi commette violenze sulle donne. Arriverà il “Daspo” per i bulli, anche se minorenni. E sarà possibile vietare l’utilizzo del cellulare e di altre apparecchiature elettroniche per contrastare il cyber bullismo.

Tra i provvedimenti più attesi, c’è anche il decreto per il sesto invio di armi all’Ucraina. Il ministro Guido Crosetto non si è sbilanciato sui tempi ma ha chiarito che il modus operandi sarà lo stesso del governo Draghi: lista secretata e passaggio al Copasir. Gli invii potranno proseguire fino al 31 dicembre 2023. In un eventuale sesto decreto saranno compresi anche generatori e gruppi elettrogeni chiesti da Kiev per far fronte ai tagli di energia causati dalle bombe di Mosca.

Pene da scontare all’estero, stop all’arresto preventivo: così il governo vuole svuotare le carceri

Esclusa dal pacchetto di interventi in Manovra, si lavora anche a un’azione per il mondo dello sport. Si pensa alla reintroduzione dei Giochi della Gioventù e allo stop del divieto di sponsorizzazione e pubblicità per le aziende di betting (con una campagna sul contrasto alla ludopatia).  

Tutte le notizie su Today.it

Related Posts