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Perché Giorgia Meloni è contro la scienza

Al comizio finale della campagna elettorale del centrodestra, il 22 settembre in piazza del Popolo a Roma, con accanto Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, Giorgia Meloni ha dichiarato, riferendosi al lockdown durante la pandemia: «Non piegheremo più le nostre libertà fondamentali a questi apprendisti stregoni», riferendosi non solo al ministro Speranza ma anche a medici e scienziati. La reazione del segretario del Pd Enrico Letta è stata immediata su Twitter: «I #vaccini e la gestione Speranza hanno salvato decine di migliaia di vite. Questa sera in un colpo solo la destra offende i nostri morti e si butta in pasto ai #novax».

Una conferma del programma «anti-scientifico» delle destre, che già era stato criticato da un gruppo di professioniste e professionisti della sanità. Circa un centinaio di medici hanno infatti già firmato l’iniziativa social #votaconScienza, lanciata da due ginecologhe che lavorano tra Milano e la provincia di Monza Brianza, Marina Cortese ed Elisa Sipio.

Le due, dopo aver esaminato i programmi elettorali di Fratelli d’Italia e Lega per sottolineare tutti i concetti anti scientifici che contenevano, hanno poi lanciato un «Manifesto medico sanitario in difesa dei diritti civili e contro la disinformazione in campagna elettorale» con un appello al voto consapevole e documentato. A cui hanno aderito in tantissimi, tra medici, psicologi e psicologhe, infermieri. 

Ma quali sono i punti «anti-scientifici» dei programmi di Salvini e Meloni? Dal concetto di genitorialità al ruolo della donna, passando per l’attività, nei consultori, dei gruppi pro-vita, secondo i medici è tutto sbagliato. «Basta guardare le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità per capire che nei programmi elettorali si scrivono cose assolutamente anti-scientifiche», hanno spiegato a Repubblica Cortese e Sipio. 

Ecco due slide che le dottoresse hanno condiviso su Instagram, su due punti chiave del programma di Meloni: il diritto all’aborto e le adozioni dei single. Nel programma di Fratelli d’Italia è infatti vero, come dice da settimane la leader, che non si attacca frontalmente la legge 194, come non si attacca le unioni civili tra persone omosessuali. Nessun politico lo farebbe. Tuttavia nel primo caso, si parla solo di mantenere la legge ma potenziare tutte le azioni che di fatto impediscano a una donna di abortire, e nel secondo si «tollerano» le unioni civili ma si vietano le adozioni.

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