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Perché il 2023 sarà un brutto anno per la finanza Esg

Negli Stati Uniti la “finanza Esg” sta subendo forti critiche soprattutto dagli ambienti conservatori, che accusano le società di investimento di trascurare i profitti. Intanto, le autorità statali e federali conducono indagini sui fondi sostenibili

Una delle storie più grandi del mondo finanziario statunitense nel 2022 è stata la reazione – guidata principalmente da politici del Partito repubblicano, o comunque di orientamento conservatore – ai cosiddetti “investimenti ESG”, o “sostenibili”. Una storia che molto probabilmente proseguirà l’anno prossimo.

Con ESG si intendono quei fattori di sostenibilità che valutano l’impatto ambientale (environmental), sociale (social) e gestionale (governance) di un investimento.

LA FINANZA ATTIVISTA E LE CRITICHE AGLI ESG

Esiste una tendenza, da parte degli investitori “attivisti” maggiormente sensibili alla crisi climatica, a spingere le società di gestione degli asset – come BlackRock, ad esempio – a prendere più in considerazione l’impatto ambientale e il rischio legato al clima dei loro investimenti.

I critici di questo approccio sostengono però che l’attenzione ai princìpi ESG finisca per pregiudicare i ritorni economici degli investimenti, facendoli passare in secondo piano quando invece dovrebbero invece rappresentare l’obiettivo prioritario delle società di investimento.

Negli scorsi mesi questa interpretazione si è in un certo senso rafforzata per via della crisi energetica. L’aumento dei prezzi del petrolio ha infatti danneggiato le performance di molti fondi ESG che si erano distaccati dagli asset legati al settore oil & gas, responsabile dell’immissione in atmosfera di grandi quantità di anidride carbonica.

Ciononostante, anche la “finanza verde” ha ottenuto dei successi, come fa notare Reuters: il numero delle società finanziarie che hanno aderito a coalizioni industriali finalizzate alla transizione energetica è complessivamente aumentato.

BLACKROCK È IL BERSAGLIO PRINCIPALE

Tra tutte, la società di investimento che viene maggiormente criticata e presa di mira negli Stati Uniti è BlackRock, la più grande al mondo.

Lo stato della Virginia occidentale le ha vietato – assieme a JPMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Wells Fargo – di condurre affari con gli enti statali per via della sua politica di sostenibilità.

Successivamente, il Texas ha accusato BlackRock e alcune banche (come Bank of America) di boicottaggio del settore petrolifero, vietando ad agenzie e amministrazioni locali texane di stipularvi contratti. Mentre la Florida ha annunciato il ritiro di circa 2 miliardi di dollari dai fondi di BlackRock per protesta contro gli investimenti ESG.

Lo stato del Missouri, invece, ha aperto un’indagine sulla società di rating Morningstar per accertarsi che le sue valutazioni ESG non stiano danneggiando i consumatori. Il Texas ha aperto un’indagine simile contro S&P Global.

LE CRITICHE DA “SINISTRA”

BlackRock e le altre società finanziarie sono inoltre bersaglio di critiche provenienti anche dal mondo progressista e di “sinistra”. Esponenti del Partito democratico e organizzazioni ambientaliste come il Sierra Club, per esempio, vogliono che il settore finanziario abbracci l’azione climatica con maggiore convinzione e ambizione.

BlackRock – ma non solo – continua infatti a investire in asset legati ai combustibili fossili: è azionista delle principali aziende americane che esportano gas liquefatto, oltre che di grosse compagnie petrolifere come ExxonMobil e ConocoPhillips.

LE CONSEGUENZE

La pressione esercitata dai politici conservatori è particolarmente forte e ha già convinto Vanguard, il più grande gestore di fondi comuni al mondo, ad abbandonare la Net Zero Asset Managers, un gruppo di investitori attivisti favorevoli all’azzeramento netto delle emissioni, per dimostrare la sua indipendenza da questi ambienti.

Le tendenze che si verificano negli Stati Uniti, prima economia mondiale e maggiore mercato di consumo, nonché sede di grandi multinazionali, finiscono spesso per influenzare gli altri paesi.

La Securities and Exchange Commission (SEC), l’ente federale statunitense che vigila sulla borsa, sta conducendo un’indagine sui fondi d’investimento ESG per verificarne l’effettivo rispetto dei princìpi di sostenibilità ed evitare il cosiddetto greenwashing, cioè la comunicazione ingannevole.

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