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Perché l’Antitrust plana su Ita, Ryanair, EasyJet e Wizz

Ryanair, Ita, Wizz Air e Easyjet hanno alzato i prezzi dei voli da e per la Sicilia durante le festività? Tutto sull’avvio dell’istruttoria dell’Antitrust L’articolo di Emanuela Rossi

L’Antitrust vuole vederci chiaro sui rincari dei prezzi dei voli da e per la Sicilia durante le festività natalizie. L’Autorità guidata da Roberto Rustichelli ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di Ryanair, ITA Airways, Wizz Air ed EasyJet, le principali compagnie aeree che collegano l’isola al resto del Paese.

Il 13 dicembre scorso era arrivata una segnalazione da parte del Codacons Sicilia ma pochi giorni prima era stato il governatore siciliano, Renato Schifani, a sollevare il problema.

Ecco tutti i dettagli sulla vicenda.

COS’HA DETTO IL PRESIDENTE SCHIFANI

“Lo scandalo del caro voli che da tempo colpisce i siciliani deve trovare una risposta, immediata ed efficace. La regione Sicilia denuncerà la questione all’Antitrust, coinvolgendo i migliori avvocati esperti del settore. Ma serve anche più attenzione da parte del governo” ha dichiarato l’8 dicembre scorso Schifani secondo cui “è inaccettabile che a minare il diritto alla mobilità dei cittadini sia una compagnia a capitale totalmente pubblico come Ita, impegnata in un cartello con Ryanair sulla rotta Palermo-Roma in quanto unici vettori ad operare su quel percorso. Torno perciò a chiedere al governo di farsi sentire, ed in particolare modo al Mef, al quale da tempo abbiamo posto anche altri temi urgenti su cui non abbiamo ancora ottenuto risposte. Il gran lavoro e l’encomiabile impegno del ministro Urso sulla vicenda Lukoil, con il salvataggio di migliaia di posti di lavoro, dimostrano che, volendo, i problemi possono essere risolti” ha aggiunto il governatore che ha poi parlato direttamente con Adolfo Urso.

“Nel corso di una cordiale telefonata – ha riferito -, ho chiesto al ministro di poter intervenire su Ita, società a capitale totalmente pubblico, per eliminare lo scandalo del caro voli che sta penalizzando in modo vergognoso i collegamenti da e per la Sicilia con il continente. Il caro biglietti di questi giorni è chiaramente il frutto di un cartello a cui Ita non può e non deve aderire. Non si può accettare che il diritto alla mobilità dei cittadini sia così gravemente leso”. Lo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy ha poi dichiarato di volersi fare “parte attiva” sulla vicenda in quanto il “caro voli limita il diritto alla mobilità, frena lo sviluppo turistico, aggrava i costi per le imprese e comunque alimenta anch’esso la spirale inflazionistica”.

LA SEGNALAZIONE DEL CODACONS

Il 13 dicembre il Codacons Sicilia ha inviato una segnalazione a Piazza Verdi con cui, si legge nel provvedimento di avvio istruttoria, “ha denunciato presunte distorsioni della concorrenza derivanti dall’incremento dei prezzi dei biglietti aerei sulle tratte di collegamento tra le principali città italiane (Roma, Bologna, Torino e Milano) e la Sicilia in corrispondenza delle festività natalizie. In particolare, il Segnalante ritiene che tali aumenti dei prezzi siano riconducibili ad una precisa volontà collusiva delle compagnie aeree attive su tali tratte”.

LE ROTTE CONTESTATE E IL MERCATO

Nel provvedimento con cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato il procedimento si esaminano le rotte oggetto di analisi e il mercato in cui operano Ryanair, ITA Airways, Wizz Air e EasyJet, ovvero “le principali compagnie aeree che offrono servizi di trasporto aereo nazionale verso la Sicilia, con numero di frequenze operate che varia da tratta a tratta ma che, con riferimento alle tratte più rilevanti (quali la Milano/Palermo e la Milano/Catania e la Roma/Palermo, e la Roma/Catania), può arrivare complessivamente fino a 20 voli giornalieri per tratta”.

Il mercato interessato dall’istruttoria è quello relativo al trasporto aereo di passeggeri di linea, con particolare riferimento ai voli di classe “economy” “sulle rotte definite dalle coppie di origine-destinazione alle cui estremità vi siano, da un lato, Palermo o Catania e, dall’altro, una delle seguenti città del Centro o Nord Italia: Roma (Fiumicino e Ciampino), Milano (comprensivo di Malpensa, Linate e Orio al Serio), Torino e Bologna”.

Per verificare l’andamento dei prezzi dei biglietti aerei dei vettori attivi sulle principali tratte che collegano l’Italia continentale (Milano Malpensa “MPX”, Milano Linate “LIN”, Milano Orio al Serio “BGY”, Roma Fiumicino, Bologna e Torino) con la Sicilia (Palermo e Catania) senza scali intermedi, il 14 dicembre scorso l’Agcm ha effettuato una comparazione considerando due diverse date di partenza: il 23 dicembre 2022 (data corrispondente ad un elevato picco di domanda in considerazione della prossimità alle festività natalizie) e l’8 gennaio 2023 (data corrispondente ad una domanda “ordinaria”.

Prendendo in considerazione il dato di prezzo più economico, in qualsiasi orario del giorno, dei voli offerti da Ryanair, ITA, Wizz Air e Easyjet si osserva che “in prossimità delle festività natalizie, si assiste ad un innalzamento generale e consistente dei prezzi dei biglietti aerei. Ad esempio – prosegue l’Authority nelle sue valutazioni -, il prezzo medio del volo da Milano (MPX, LIN, BGY) verso Catania e Palermo (tabella 2 supra) è di 201 €, oltre il 700% del prezzo che si registra nel periodo successivo alle festività, pari a circa 28 €, nonostante questa costituisca una tratta ad alta intensità di voli giornalieri (oltre 20), offerti da quattro operatori. Solo alcune tratte, anche in estrema prossimità delle festività, resistono alla dinamica di innalzamento generale dei prezzi”. Inoltre, prendendo in considerazione soprattutto i voli in partenza da Milano e il prezzo complessivo dell’intero percorso andata e ritorno, “si riscontra un sostanziale allineamento dei prezzi praticati dalle diverse compagnie”.

IL COMPORTAMENTO DELLE COMPAGNIE AEREE SECONDO L’ANTITRUST

Nelle valutazioni preliminari effettuate dall’Autorità si ricorda che “i vettori aerei, in genere, variano i prezzi in modo dinamico (c.d. revenue management) in base a una serie di fattori, come i costi della compagnia aerea, la disponibilità di posti, la domanda prevista (che può essere molto elevata nel periodo natalizio e in quello estivo) o la politica dei prezzi dei concorrenti (adattamento razionale)”. Quest’ultima, nei periodi dell’anno di picco della domanda, diventa “meno elastica rispetto al prezzo” e le compagnie aeree “potrebbero anche avere, laddove non vi sia possibilità di incrementare l’offerta, un incentivo razionale ad aumentare i prezzi dei biglietti, senza necessariamente coordinare le proprie condotte commerciali con quelle dei concorrenti”.

In questo caso, però, “l’incremento dei prezzi dei biglietti aerei nel periodo natalizio potrebbe essere il frutto di un comportamento collusivo tra i vettori aerei, eventualmente facilitato dall’utilizzo di algoritmi di prezzo, piuttosto che un adattamento razionale alle condizioni di mercato”. Infatti, nota l’Antitrust, da un lato, “sembra in alcuni casi (ad esempio, nelle tratte con partenza Milano e arrivo a Catania o a Palermo) rilevarsi un anomalo allineamento dei prezzi, possibile indicatore di un’intesa tra gli operatori attivi sui collegamenti tra l’Italia continentale e le due principali città siciliane; dall’altro, non si registrano iniziative, da parte dei vettori aerei, di misure volte ad ottenere un migliore adeguamento dell’offerta alla domanda, che pure sarebbero coerenti con una strategia lecita di massimizzazione dei profitti”.

Dunque, all’esito di queste valutazioni preliminari, il Collegio dell’Autorità – composto oltre che dal presidente Rustichelli anche dai professori Michele Ainis ed Elisabetta Iossa – ha deliberato di avviare l’istruttoria perché il comportamento delle quattro compagnie aeree “potrebbe integrare un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato del trasporto aereo di passeggeri di linea, con particolare riferimento ai voli di classe ‘economy’ sulle rotte definite dalle coppie di origine-destinazione alle cui estremità vi siano, da un lato, Palermo o Catania e, dall’altro, una delle seguenti città del Centro o Nord Italia: Roma (Fiumicino e Ciampino), Milano (comprensivo di Malpensa, Linate e Orio al Serio), Torino e Bologna” violando l’articolo 101 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea.

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