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Perdono la casa e l’impresa di famiglia “per due rate pagate in ritardo”

Un incubo senza fine, un vortiche che ha inghiottito, implacabile, prima l’azienda edile di famiglia, poi la casa, il conto corrente, i risparmi di una vita. Iniziato con due rate del mutuo pagate in ritardo e proseguito nel peggiore dei modi immaginabili. Una storia terribile, quella raccontata dal Corriere della Sera e che ha per protagonisti Giovanni Milesi, 55 anni, e suo fratello Demetrio, 46. Un racconto purtroppo simile a tanti altri e che mette ancora una volta in risalto il ruolo che le banche hanno assunto nel nostro Paese, duplice: sempre assistite di dallo Stato fronte a fallimenti e investimenti disastrosi, spietate quando c’è però da perseguire i cittadini in difficoltà.

Perdono la casa e l'impresa di famiglia

“Abbiamo sbagliato a fidarci, la fiducia è quella che ci sta facendo morire – ha raccontato al Corriere Giovanni – nel 2002 ho acceso un mutuo per consolidare l’impresa: 180 mila euro dalla Banca di Credito Cooperativo Bergamo e Valli di Sorisole, della quale eravamo azionisti e di cui mio padre è stato uno dei primi correntisti. Ero tranquillo, pieno di lavoro. Avevamo un contratto per la costruzione di 18 appartamenti per una società immobiliare e, come succede in questi casi, abbiamo eseguito questi lavori al di fuori del capitolato. Sulla fiducia”.

Un cliente che i due fratelli conoscevano, del quale si fidavano. E che però, al momento di pagare, si è rifiutato di versare i 700 mila euro del saldo. Così l’azienda, che aveva anticipato il costo dei materiali e doveva pagare gli operai per i lavori, si è trovata di colpo in crisi di liquidità. È riuscita comunque a pagare le rate del mutuo, con fatica. Ma lo ha fatto in ritardo: “Due rate da 1.320 euro ciascuna, la prima in scadenza il 20 luglio 2004 pagata il 22 settembre, la seconda per lo stesso importo scaduta ad agosto e pagata a novembre. Non è bastato: la banca ci ha chiuso i rubinetti e intimato di rientrare subito di tutto il capitale”.

I fratelli oggi vivono a Oltre il Colle, in un alloggio estivo “dove non arriva la strada. Ci alziamo alle 4 per andare a lavorare come manovali a Caravaggio e Como, per una ditta che ci rispetta”. Al loro fianco l’associazione Favor Debris, che si batte per cambiare le regole sulle aste giudiziarie. Intanto però i due sono stati segnalati alla Centrale Rischi. Comprare qualcosa a rate, per loro, oggi è impossibile.

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