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Piazza Affari coglie l’assist dello spread in ulteriore discesa in attesa della salita di Mario Draghi al Quirinale. Stasera alle 19 il premier incaricato andrà da Mattarella per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. L’attesa per il nuovo esecutivo, che avrà un largo appoggio parlamentare che comprenderà i tre maggiori partiti (M5S, PD e Lega) ha spinto lo spread a scendere oggi ai nuovi minimi sotto quota 90 pb, con tassi Btp ai nuovi minimi storici.

In questo contesto l’indice Ftse Mib, dopo una prima parte di giornata sottotono, ha chiuso a 23.410, con un rialzo dello 0,44%. IL migliori titolo è stato A2A (+2,85%), seguito da Amplifon con +2,29%.

Ben intonato oggi anche il titolo Finecobank (+1,89%), tornato sui massimi storici in area 15 euro. Goldman Sachs ha confermato il prezzo obiettivo a 14,70 euro con rating hold. Tra le big del risparmio bene anche Banca Generali (+0,69%) su cui sempre Goldman Sachs ha confermato buy con target price salito a 34 euro.

Le banche oggi si sono mosse con circospezione. Negativa Bper (-0,19%%) con Carlo Cimbri, ceo di UNipol (maggior azionista della banca emiliana) che ha gettato acqua sul fuoco dell’M&A. “Come azionisti e partner industriali di Bper, siamo aperti a qualsiasi tipo di fusione per la banca che possa creare valore e che corrisponda agli interessi industriali del gruppo Unipol”. Detto questo, “non è certo in questi mesi che Bper può affrontare un’operazione straordinaria, qualunque essa sia”. L’AD di Unipol ha ripetuto praticamente quanto detto già in passato, ovvero che al momento Bper è focalizzata sul processo di integrazione con gli sportelli ex Ubi Banca che ha acquitato. Bper è considerata la più probabile sposa di Banco BPM, anche se il cambio ai vertici di UniCredit, con il nuovo AD Andrea Orcel, ha alimentato anche indiscrezioni su una fusione a tre UniCredit-Mps-Banco BPM.

Vendite anche su Unicredit (-0,44% a 8,396 euro) dopo il tonfo di oltre il 3% di ieri in seguito alla diffusione dei conti 2020 chiusi con una perdita di 2,8 mld di euro. Oggi Equita ha rivisto al rialzo le stime 2021-2022 per la banca che tra due mesi vedrà l’arrivo del nuovo ceo Andrea Orcel. La revisione riflettere una traiettoria di crescita della bottom line più consistente con i messaggi emersi dalla call e dall`evoluzione del contesto di mercato. A seguito della revisione delle stime e di una migliore posizione patrimoniale (CET1 2021 stimato al 13,6% vs precedente 12,8%), la sim milanese ha alzato il target price del del 12% a 10 euro. “Nonostante il miglioramento dell`asset quality e l`ottima posizione patrimoniale, confermiamo l`HOLD in attesa di maggiore visibilità sulla strategia del nuovo CEO e, in particolar modo, sull`evoluzione della traiettoria dei ricavi”, conclude Equita.

Bene infine Eni(+1,16%) sotto la spinta della risalita dei prezzi del petrolio (Brent oltre i 62$) dopo le vendite della vigilia scattate dopo che l’Opec ha avvertito che la domanda globale di petrolio recupererà nel corso del 2021 più lentamente di quanto inizialmente stimato.