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Politecnico di Milano, Donatella Sciuto nuova rettrice: “Vorrei più ragazze a studiare scienze”

Donatella Sciuto è la prima rettrice del Politecnico di Milano. La professoressa ordinaria di Sistemi di Elaborazione presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, già prorettrice vicaria, è stata eletta alla seconda votazione con 892,81 voti pesati, pari al 55,7 per cento delle preferenze espresse. L’elezione, che lei stessa definisce “inattesa”, la pone alla guida dell’ateneo di piazza Leonarda da Vinci per i prossimi sei anni: il suo mandato inizierà il primo gennaio 2023 e terminerà il 31 dicembre 2028.

Rettrice, saranno sei anni fondamentali, di grandi sfide.

“Saranno 6 anni complessi perché siamo davanti ad una situazione geopolitica non semplice a livello internazionale, che inevitabilmente impatta sull’Italia. C’è il Pnrr, un importante beneficio da utilizzare nel modo giusto. Ci sarà da lavorare molto, ma siamo pronti a farlo. A maggior ragione in questa situazione, è fondamentale continuare sulla strada già intrapresa per garantire l’istruzione universitaria a coloro che meritano ma non hanno le possibilità. Per quanto possibile cercheremo di rafforzare queste risorse”.

L’altro grande tema di cui, anche con il progetto Pop per le pari opportunità politecniche, si è occupato è l’avvicinamento delle ragazze alle cosiddette discipline Stem. La sua elezione rappresenta un esempio concreto.

“L’obiettivo è dare ciascuno la possibilità di seguire le proprie passioni. Se una ragazza si sente portata per le discipline scientifiche deve poter svolgere il proprio percorso andando oltre i pregiudizi. Il fatto che io sia il primo rettore donna di un politecnico può contribuire a far sì che le ragazze che intendono intraprendere questa carriera si sentano più supportate. Non credo di essere un esempio, sono una persona normalissima, ma sono la prova che è possibile farcela”.

I temi caldi da affrontare solo molti dall’emergenza energetica al tema delle residenze.

“C’è un piano di sviluppo che punta sulle energie rinnovabili e per tutti i nuovi edifici che realizzeremo in Bovisa prevediamo di partire già con un progetto totalmente sostenibile dal punto di vista energetico e ambientale. Sul fronte delle residenze oggi abbiamo a disposizione 2.000 posti, prevediamo di aggiungerne ulteriori 1.000 entro il 2026. Si tratta di un intervento fondamentale per supportare gli studenti che altrimenti non potrebbero far fronte a un costo della vita alto come quello di Milano. Il rapporto con la città, poi, sarà fondamentale: continueremo a mettere a disposizione le nostre competenze e ad essere aperti e permeabili perso la città”.

Qual è l’obiettivo per i prossimi sei anni?

“Dopo quanto accaduto negli ultimi due anni fare previsioni è difficile. L’obiettivo è continuare a far crescere l’Università e a formare studenti che siano pronti ad affrontare le sfide del cambiamento climatico, sociale ed economico”.

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