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“Possiamo coprire i 50enni se ci manderanno più vaccini”

6 Maggio 2021 – 06:00

Lombardia in testa per “produttività” della campagna deve stare sotto le 100mila dosi per volere del governo

La Lombardia morde il freno. Scalpita. Ha dimostrato di saper «andare a 100mila» e oltre (115mila il record) eppure ora deve rallentare, restare sotto le 90mila dosi di vaccini al giorno, quelle che corrispondono al suo peso demografico sul totale del Paese. Secondo i piani del governo, l’Italia deve attestarsi sulle famose 500mila somministrazioni quotidiane e dovrebbe farlo almeno fino a metà maggio. Nelle prossime settimane – se saranno confermate le consegne di vaccini all’Italia – il ritmo resterà questo: mezzo milione al giorno in tutto

La Lombardia conta un sesto degli abitanti del Paese e un sesto di 500mila è 85mila. Proprio 85.028 vaccinazioni sono quelle eseguite nei centri lombardi nell’ultimo giorno computato. L’indicazione data dal governo alle Regioni è di utilizzare sempre il 90% delle fiale, lasciando una riserva dell’8-10% per i richiami. Tutto il resto – nei piani del generale Francesco Paolo Figliuolo – va somministrato il più velocemente possibile, perché il virus continua a correre spinto dalle varianti, e l’uscita dall’incubo Covid sarà a portata di mano solo con una massa critica di vaccini a fare muro.

Proprio sulla soglia dei 9 vaccini su 10 – o poco oltre – si sta fermando la Lombardia, che ieri (dati «Lab24») aveva usato il 91.2% delle dosi consegnate (3.758.392 sul totale di 4.119.140 dosi arrivate), seconda solo a Marche e Veneto (rispettivamente 91,7 e 91,6%). Queste 3 milioni e 700mila dosi sono – appunto – un sesto del totale somministrato in Italia (21.700.000).

I numeri, dunque, adesso sono in linea, ma il potenziale lombardo oggi è quasi il doppio (150mila al giorno). Appena arriveranno le forniture attese si potrà di nuovo spingere sull’acceleratore. «La nostra macchina sta funzionando in maniera perfetta – ha detto ieri sera il governatore Attilio Fontana al Tg 2 – e nei giorni scorsi siamo riusciti ad arrivare per due giorni di fila a 115mila inoculazioni. Poi ci è stato detto di rallentare questa nostra capacità, per una questione di vaccini che mancano». «Noi – ha proseguito – abbiamo una previsione di consegne fino al 18 maggio. Ci auguriamo che dopo questa data ci possa essere una consistente maggiorazione di dosi». «Noi – ha concluso – tranquillamente potremmo aprire presto alla categoria dei 50enni ma anche alle altre e potremmo aprire anche alle aziende con le quali abbiamo raggiunto a marzo un accordo. Ma è chiaro che tutto viene condizionato dalla certezza di avere i vaccini».

Per il mese di maggio sono previste tra le 15 e le 17 milioni di dosi. A giugno, poi, se ne attendono 30 milioni. E con l’ingresso in campo di farmacie e medici di base, il ritmo potrebbe salire ulteriormente, per passare alla fase delle vaccinazioni di massa vere e proprie, una volta immunizzati gli over 65. La Lombardia attende conferme su questi approvvigionamenti per poter aprire la prossima finestra – comunque dovrebbe trattarsi di una questione di giorni.

Intanto la vicepresidente e assessore Letizia Moratti, ieri ha fatto visita oggi all’hub vaccinale ex Philips di Monza. Nel centro brianzolo ad oggi sono state effettuate 12mila somministrazioni, ma l’hub è in grado di eseguirne 4mila al giorno. «Visitare i nostri centri vaccinali – ha commentato Letizia Moratti – permette di scoprire la genuinità delle persone. Un’autentica boccata d’ossigeno».

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