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PRETE ASSASSINATO IN FRANCIA DALL’AFRICANO INCENDIARIO DI NANTES. Lui Libero di Uccidere. Ragazza Italiana tolta alla Madre senza Motivo

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Fonte originale: articolo di Gospa News

Polemizzare sul colore della pelle del migrante ruandese che dopo aver incendiato la Cattedrale di Nantes ha potuto ammazzare un sacerdote è un’impresa da giornali di gossip di infimo profilo. La questione è un’altra ed assume rilevanza se il caso dell’africano omicida di un sacerdote in Vandea (purtroppo nota per le stragi di cattolici compiute dai giacobini durante la Rivoluzione Francese) si ritrova nella possibilità di ammazzare.

Ciò assume ancor più rilevanza se si pensa che in Italia moltissime persone, a discrezione del sistema psichiatrico e giudiziario, vengono “internate“ in strutture blindate simili a quelle che la Legge Basaglia 180 del 1978 avrebbe abolito, senza di fatto riuscirci per il business colossale che dietro ad esse si nasconde. Ancor più accentuato dall’imposizione dei vaccini che per le persone sottoposte ad interdizione psichiatrica viene decisa dalle strutture sanitarie.

 Il sacerdote francese ucciso Olivier Maire, di 60 anni

«Si tratterebbe del rifugiato ruandese Emmanuel Abayisenga che un anno fa diede fuoco alla cattedrale: l’uomo avrebbe ammesso di aver ucciso il prete che l’aveva accolto nella sua comunità di Saint-Laurent-sur-Sèvre: Olivier Maire, di 60 anni. L’uomo avrebbe ammesso di aver ucciso il prete che l’aveva accolto nella sua comunità di Saint-Laurent-sur-Sèvre, Olivier Maire, di 60 anni Si è consegnato alla gendarmeria di Mortagne-sur-Sèvre dicendo di aver ucciso un religioso. E’ successo questa mattina in Francia. Il sacerdote è stato trovato privo di vita nei locali della comunità dei frati missionari Monfortain. L’assassino, invece, era noto alle forze dell’ordine perché messo sotto controllo giudiziario nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio della cattedrale di Nantes nel luglio 2020» sintetizza Il Fatto Quotidiano.

https://twitter.com/ArnaudBedat/status/1424722835273027589?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1424722835273027589%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.maurizioblondet.it%2Flafricano-che-ha-incendiato-la-cattedrale-di-nantes-ha-ucciso-anche-un-prete%2F«Il  ruandese che nel 2014 incontra El Papa in udienza, ha in questi giorni di agosto  assassinato un prete in Vandea, padre Olivier  Maire , superiore dei Monfortani che lo ospitava nella comunità per bontà.  E’ anche lo stesso uomo che un anno fa ha incendiato la splendida cattedrale gotica di Nimes, distruggendo vetrate, dipinti di maestri e   l’inestimabile organo d’epoca barocca    spiegò, perché temeva di essere espulso in Ruanda. Un decreto di espulsione pende  su di lui dal 2009. Invece dopo un breve periodo di carcere è stato messo in libertà vigilata;   dopo un soggiorno in ospedale psichiatrico, è stato accolto e alloggiato nella comunità dei monfortani, della quale ha ucciso il superiore» stigmatizza il giornalista Maurizio Blondet sul suo sito.https://www.gospanews.net/2020/07/26/rogo-cattedrale-di-nantes-arrestato-il-migrante-africano-reo-confesso-incendio-pianificato-per-il-permesso-di-soggiorno/«Immediate le reazioni dal mondo della politica. Botta e risposta su Twitter tra la leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, e il ministro dell’Interno, Gérard Darmanin. “In Francia si può essere clandestini, incendiare la cattedrale di Nantes, non essere mai espulsi e diventare recidivi assassinando un prete: è il completo fallimento dello Stato e di Gerard Darmanin”, ha twittato la leader del Rassemblement National, subito dopo le prime notizie sull’accaduto» ha ancora aggiunto Il Fatto Quotidiano, giornale di estrema sinistra, che ha poi dato spazio alle polemiche contro la leader di estrema destra per affermazioni assolutamente comprensibili.

Nel mezzo di questa tragica fatto di cronaca ci torna alla mente la vicenda di Yaska Gods, una giovane ragazza fiorentina detenuta in condizioni drammatiche in una comunità di accoglienza psichiatrica di Firenze. La madre Jeanette Fraga ha ripetutamente denunciato i molteplici soprusi subiti dalla figlia attraverso varie denunce penali tutte archiviate. Fu infatti costretta a subire un aborto giudiziario perché ritenuta incapace di portare a termine la gravidanza sebbene fosse frutto di una relazione decennale con un fidanzato e i giudici avessero negato alla famiglia possibilità di produrre una Consulenza Tecnica di Parte elaborata da uno psicologo. Fu bombardata con la clozapina pur essendo allergica a tale farmaco per stessa ammissione della sua psichiatra curante (poi sostituita) e da mesi le viene impedito di vedere con regolarità i suoi familiari: madre, padre, fratello e sorella che hanno depositato varie denunce e cause civili rimaste finora inascoltate nonostante un reportage inequivocabile realizzato anche dalla trasmissione d’Italia 1 “Le Iene”.

Il paradosso tra le due storie è davvero estremo: da una parte chi incendia una cattedrale può godere di una certa libertà tanto da ammazzare il sacerdote che gli dà accoglienza, dall’altra in Italia una giovane sottoposta ad un procedimento di interdizione senza aver mai fatto male a una mosca non può godere dei minimi diritti umani. Forse perché lui è africano e nero mentre lei è italiana e bianca? Il sospetto a questo punto diventa enorme…

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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“MIA FIGLIA DEVASTATA DAGLI PSICOFARMACI, SEGREGATA E COSTRETTA AD ABORTIRE DALLO STATO”

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Fabio G. C. Carisio

Fabio Giuseppe Carlo Carisio, classe 1967, è giornalista pubblicista dal 1991. Ha diretto vari giornali locali piemontesi ed è stato corrispondente per i quotidiani Il Giornale e Libero. Nel 2018 ha fondato il webmedia di informazione giornalistica cristiana Gospa News. Dal 2019 è autore sul sito americano di gepolitica ed intelligence militare Veterans Today. Le sue investigazioni internazionali sono state pubblicate su Reseau International, Sputnik Italia, Maurizio Blondet e altri portali di contro-informazione. Alcune inchieste sono state tradotte in varie lingue e pubblicate su siti cinesi, russi, bulgari, mediorientali e latino americani.

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