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Prof e forze dell’ordine, vaccinazioni anticipate. E arriva il russo Sputnik

Il vertice Stato-Regioni aggiorna il piano. La Lombardia chiede l’uso del siero russo

Si avvicina il vaccino per gli insegnanti, le forze dell’ordine e i servizi. Una «fase 3» anticipata (per gli under 55) rispetto ai tempi previsti si è prospettata nel corso della conferenza Stato Regioni di mercoledì sera, cui ha partecipato l’assessore al Welfare Letizia Moratti (nella foto). Il vertice, oltre all’aggiornamento del calendario, ha permesso alla Lombardia di avanzare le sue richieste: l’adesione dell’Italia al piano d’incremento europeo di distribuzione dei vaccini Pfizer, l’opportunità di ampliare l’intervallo tra la prima e la seconda dose e anche il possibile utilizzo del vaccino russo.

Su Sputnik, questo è il ragionamento che si fa a Palazzo Lombardia: non c’è motivo di dire no per ragioni di «politica estera», se il vaccino funziona bene e se l’approvvigionamento degli altri è ancora carente. E sulla base dei dati pubblicati su riviste prestigiose, il vaccino russo sembra convincere i tecnici. «Se i dati del vaccino russo sono quelli riportati dall’ultimo articolo pubblicato sul Lancet, e non abbiamo motivo di ritenere che non lo siano, ha una performance molto interessante – ha detto ieri Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco – Una volta autorizzato non vedo motivo di preclusione al suo utilizzo». «In ambito scientifico – ha continuato Galli – le uniche preclusioni possibili possono essere rispetto a qualcosa che non è stato rigorosamente sperimentato. In questo caso sui dati messi a disposizione non c’è moto da eccepire. Fuori dal pregiudizio, dunque, che non mi pare giustificato, questi dati ci dicono che lo Sputnik è un vaccino molto interessante».

Intanto, nello stesso vertice Stato-Regioni, è stato condiviso il calendario delle consegne per i prossimi mesi e trimestri e sono stati condivisi i criteri per l’utilizzo del vaccino «Astrazeneca» anche in Lombardia. Questo – lo ha spiegato ieri a «Buongiorno Regione» della TgR Giacomo Lucchini, responsabile operativo delle vaccinazioni in Lombardia – permetterà di anticipare di molto la fase 3, per alcune categorie di persone interessate, come il persone scolastico, le forze dell’ordine e gli addetti dei servizi essenziali (dal trasporto alla nettezza urbana). Dal 10 febbraio avrà inizio la fase 1 bis, che si rivolge a farmacisti, dentisti, medici liberi professionisti e personale della sanità militare. Nel frattempo, fino al 23, dovrà essere completata la vaccinazione del personale sanitario e dal 24 si procederà con il resto della popolazione, a partire da ultraottantenni e pazienti cronici. É quella che il nuovo capo della campagna vaccinale lombarda, Guido Bertolaso, ha definito «la più grande e importante operazione di Protezione civile che si sia mai svolta in Italia». E queste vaccinazioni avverranno nei centri già utilizzati adesso, ma anche a domicilio: dipenderà dalle caratteristiche dei destinatari. Entro una settimana saranno definite le modalità di adesione ed entro due le prenotazioni, con modalità «multicanale» per andare incontro anche alle persone che hanno meno dimestichezza con gli strumenti informatici.

Il punto è anche stabilire quale copertura garantiscano i vaccini rispetto alle varianti. Un paziente – il primo in Italia – è stato colpito dalla variante sudafricana ed è ricoverato a Varese. Atterrato nei giorni scorsi a Malpensa, era arrivato in pronto soccorso ed è stato segnalato il fatto che rientrasse da un Paese africano, il Malawi.

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