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Pubblicità sulle Connected TV: i brand aumenteranno i budget del 44% nel 2023

Una nuova indagine di AppsFlyer svela che il 98% dei brand ritiene che la pubblicità sulle Connected TV supererà quella mobile.

Pubblicità sulle Connected TV

AppsFlyer ha pubblicato il nuovo report “Connected TV Trends, 2022-23” che ha raccolto insights di spettatori e brand in ambito Connected TV (CTV). La rapida crescita dei dispositivi e delle piattaforme CTV ha stimolato l’interesse da parte degli advertiser. L’indagine ha infatti rilevato che attualmente il 64% delle aziende sta conducendo campagne di direct response sulle CTV.

La pubblicità sulle Connected TV consente ai brand di aumentare la visibilità, misurare le campagne cross-platform e cross-device e raggiungere i consumatori con annunci maggiormente pertinenti e contestuali. In quest’ottica, per gli inserzionisti è estremamente vantaggioso comprendere le preferenze e le abitudini dei consumatori in ambito CTV. Tra queste, la loro percezione verso gli spot pubblicitari, il valore economico che attribuiscono ai contenuti ad-free e la probabilità che scarichino applicazioni derivanti da annunci CTV.

Questi i risultati principali del report:

  • Il 98% delle aziende ritiene che la pubblicità sulle Connected TV supererà quella mobile. La stragrande maggioranza dei brand ritiene che la pubblicità in CTV supererà quella mobile, con un quarto degli intervistati che afferma che il sorpasso avverrà nei prossimi 2 o 3 anni. Le ragioni che spingono i brand ad allocare budget per l’adv sulle CTV includono il possibile coinvolgimento di nuova audience (73%), l’aumento dei livelli di engagement (73%) e del lifetime value (50%).
  • L’86% dei consumatori è disposto ad accettare gli annunci pubblicitari sulla propria CTV, soprattutto se sono per loro rilevanti. È infatti erroneamente diffusa l’idea che gli annunci mid-stream, lanciati durante la visione dei contenuti, possano allontanare gli spettatori, ma in realtà potrebbero non infastidirli come credono i brand. Solo il 40% dei consumatori ha dichiarato che smetterà di utilizzare la CTV se saranno trasmesse troppe pubblicità. In effetti, i consumatori sono contenti di guardare, in media, 1,7 pubblicità ogni 30 minuti di contenuto, arrivando anche a 5,8 pubblicità (+220%) se i contenuti sono rilevanti per lo spettatore.
  • A livello globale, il 40% dei consumatori ha scaricato applicazioni mobili dopo aver visto pubblicità sulle Connected TV. Inoltre, il 53% dei consumatori afferma che è probabile o molto probabile che lo faccia utilizzando i codici QR.
  • Oggi i brand danno massima priorità alle smart TV, ma non tengono conto delle piattaforme che molti spettatori utilizzano per guardare la CTV, ovvero le console di gioco. Inoltre, quando è possibile indirizzare i consumatori in base ai contenuti che guardano, le categorie di contenuti principali che i brand indirizzano non sono necessariamente allineate con i contenuti che i consumatori guardano effettivamente. Ad esempio, il 64% dei brand indirizza contenuti sport e fitness, ma solo il 42% dei consumatori guarda effettivamente questo genere di contenuti. Viceversa, il 62% dei consumatori guarda documentari, ma solo il 26% delle aziende indirizza questi contenuti.

La CTV rappresenta una grandissima opportunità che consente ai responsabili del marketing di coinvolgere un segmento completamente nuovo di potenziali utenti“, ha dichiarato Gil Meroz, VP of Innovation and General Manager di AppsFlyer. “Per i brand è il momento ideale per iniziare a fare pubblicità sulle Connected TV prima che diventi uno spazio molto affollato e saturo. Quanto prima si entra in un nuovo canale, tanto più alti saranno i ricavi“.

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