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Quando Totò in Duomo si «informava» dai ghisa

In un nuovo libro 7mila frasi memorabili o da ridere Da «Suonala ancora, Sam» a «È il cinema, bellezza»

Milano non è la capitale del cinema, ma a Milano il cinema si cataloga, finisce in repertori, diventa una cornucopia enciclopedica. Qui sono nati, e ogni anno si aggiornano, i dizionari dei film di Mereghetti (senza rivali), Morandini e Farinotti. E a Milano nacque nel 1999, con «frettolosa spavalderia» (lo dice l’autore), la ciclopica raccolta di battute pescate da film di ogni Paese e di ogni epoca. Quel volume – titolo azzeccatissimo «Suonala ancora, Sam», tratto da «Casablanca» con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman – è ora in libreria in edizione aggiornata, per Bompiani.

L’opera, firmata dal giornalista Roberto Casalini e dalla di lui figlia Paola, è imponente ma scorrevole, buona per accendere la curiosità su film famosi o di nicchia, e per divertirsi, utilizzando frasi e battute come manuale di conversazione (o introspezione). I film antologizzati sono 1.522, usciti dal 1920 al 2019; il florilegio è composto da 7.575 frasi. Un secolo di vita parallela, di sogni e incubi, risate, amori impossibili, crudeltà, sesso, cowboy, delitti e lacrime, guerre, intrighi. «È il cinema, bellezza», vien voglia di dire, sfogliandone le pagine e giocando con la celebre battuta di Bogey che fa andare le rotative del suo quotidiano nel film «L’ultima minaccia»: uno dei più alti inni a favore del giornalismo di denuncia.

Casalini, di vastissima cultura cinematografica, ha fatto un lavoro enorme, che se ha un difetto è aver messo tantissima carne al fuoco. Ma non ci si può lamentare dell’abbondanza. Saranno i lettori – il libro sta diventando un long seller, di successo crescente edizione dopo edizione – a scremare frasi e battute, raggruppate per temi: l’amore, il potere, la politica, l’amicizia, l’America, la morte, la natura, la verità, lo sport e altri. Parlano Totò, Woody Allen, Toni Servillo, i fratelli Marx, Gianni e Pinotto, Robert Redford, Julia Roberts, Nanni Moretti e un’infinità di protagonisti. Il film italiano più saccheggiato è «Il sorpasso» di Dino Risi, quello da cui vengono prese più frasi (36) è «Casablanca», seguito da «Sorrisi di una notte d’estate» di Ingmar Bergman.

Il cinema – a lungo muto -, da quando ha iniziato a parlare («Il cantante di jazz», film del ’27) s’è trasformato in chiacchierone mondiale. Il libro di Roberto e Paola Casalini è una grande conchiglia che rimanda le voci provenienti dal mare piatto degli schermi, oggi ridotti nelle dimensioni, visto che il cinema si consuma soprattutto sui device digitali. Ognuno può scegliere le frasi del cuore. Stai vivendo una delusione d’amore? «Tutte sciocchezze! L’amore non esiste», ti dice Joan Crawford (dal film «Grand Hotel»). Ed Errol Flynn, da «Tre giorni di gloria», ti ricorda: «C’è un vecchio detto, molto vero: l’amore fa passare il tempo, il tempo fa passare l’amore». Segui con preoccupazione la crisi di governo? Da «8 e mezzo» di Fellini una frase, detta a Mastroianni, fa pensare: «In fondo cosa vuol dire destra? Cosa vuol dire sinistra? Lei è talmente ottimista da credere che in questo mondo confuso e caotico ci sia gente dalle idee così chiare da tenersi tutto a destra o tutto a sinistra?».

Per ridere un po’, e ricordare l’impressione che faceva Milano alla moltitudine che dovette sceglierla per sfuggire alla miseria del Meridione, cosa c’è di meglio del surreale dialogo tra due signori smarriti, in colbacco, e un vigile in piazza Duomo? Eccolo, da «Totò, Peppino e la malafemmina», indimenticabile film. «Noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? Sa, è una semplice informazione», chiedono Totò e De Filippo, a un severo ghisa. E insistono: «Noio vulevon savoir, vulevam savoir l’indiriss…».

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