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Quasi 8mila all’Arco nella piazza arcobaleno. Fedez conta più del Pd

9 Maggio 2021 – 06:00

Artisti e politici all’evento contro l’omofobia. Fdi: “Ora nessuno parla della variante Zan?”

Quasi 8mila all'Arco nella piazza arcobaleno. Fedez conta più del Pd

Liberi tutti. Sottotitolo del sabato in zona gialla (e non solo). Che il coprifuoco sia diventato quasi una barzelletta che però punisce solo i commercianti è da vedere, gruppi per le strade della movida ben oltre le 22. Durante la giornata, Navigli e centro assediati. Poi l’irrinunciabile saluto dei 3.500 tifosi al pullman dei campioni dell’Inter che dopo 11 anni ha riportato a casa uno scudetto e – last but not least – le 8mila persone (per gli organizzatori, 4mila per la Questura) che a partire dalle ore 15 hanno manifestato all’Arco della Pace a favore del ddl Zan contro l’omofobia. Data la situazione, fa bene Confcommercio a chiedere che i locali possano ripartire anche al chiuso, perché il coprifuoco spostato alle 23 o alle 24 è poco rilevante per le imprese se non è unito all’utilizzo dello spazio interno. Si è aperta sulle note di «Bella Ciao» cantata da Milva, recentemente scomparsa, la manifestazione promossa dall’associazione gay «I Sentinelli di Milano» a favore del ddl Zan. In piazza le bandiere di Pd, Rifondazione, Sinistra Italiana, arcobaleno, rispuntata persino quella delle «sardine». «Salvini suka zan zan» è quasi l’unico cartello anti Lega. In terra sono disegnate le ics che dovrebbero garantire il distanziamento. Sul palco sfilano il portavoce dei Sentinelli Luca Paladini che giura di essere «pronto a tornare in piazza altre volte» per portare a casa il ddl firmato dal deputato Pd Alessandro Zan (guest star dell’evento), applaudito anche l’onorevole di Forza Italia Elio Vito (con la maglietta dell’associazione «laica e antifascista») che si discosta dalla linea del partito. Beppe Sala invia un messaggio-spot all’elettorato arcobaleno: «Se i milanesi mi confermeranno sindaco ci sarà un delegato per le politiche contro le discriminazioni». In mattinata aveva polemizzato contro il coordinatore nazionale di Fi Antonio Tajani che aveva dichiarato che «una famiglia senza figli non esiste». A Sala sembra «una sciocca semplificazione, la realtà è molto diversa. Nel mio caso personale, io ho avuto una vita meravigliosa ma con i litri di chemioterapia che ho fatto nell’età in cui ero fertile ho perso l’opportunità di avere figli, devo sentirmi meno di Tajani? No, non mi sento certo meno».

Nelle circa due ore di manifestazione salgono sul palco politici, testimonial e artisti, tra gli altri l’ex segretaria Cgil Susanna Camusso, le cantanti Malika Ayane e Paola Turci (arrivata con Francesca Pascale), un’altra Malika, la giovane di Sesto Fiorentino allontanata da casa perchè lesbica, presente una truppa di colonnelli Pd, da Barbara Pollastrini a Irene Tinagli, Emanuele Fiano, Simona Malpezzi, Franco Mirabelli, Pierfrancesco Majorino. Fedez è il grande assente ma è più citato dei politici di sinistra. Paladini ammette che grazie al suo intervento sul palco del Primo Maggio «molta più gente oggi sa che cosa è il ddl Zan quindi mi sento di ringraziarlo pubblicamente», la giovane Malika invita a risentirsi il discorso di Fedez (e non di qualche deputato o segretario di partito) per comprendere la battaglia per i diritti gay e anche la Pascale dichiara che «è stato molto bravo ed è buona cosa mettere il coraggio al servizio dei più deboli, mi ha fatto sentire meno sola». Ma i paladini dell’anti censura hanno oscurato un video a favore dell’evento inviato da Alessandra Mussolini. «Non l’abbiamo pubblicato sui social, va bene allargare la battaglia ma c’è un limite e si chiama antifascismo» dichiara il portavoce dei Sentinelli.

Polemizza l’eurodeputato Fdi Carlo Fidanza: «Come immaginavamo, all’Arco c’è stato un nuovo enorme assembramento. Solo che per ora tacciono le anime belle della sinistra che si sono indignate per la festa dei tifosi dell’Inter costringendoli oggi a numeri contingentati e controlli preventivi e tacciono i virologi mainstream che oggi non osano parlare di un possibile aumento dei contagi dovuti alla variante Zan. È l’antipasto di quello che avverrà se verrà approvata la legge, una deriva illiberale che porterà a punire le aggressioni con pene differenti a seconda di chi ne sia vittima e che metterà sotto processo idee solo perché non allineate alla dittatura Lgbt».

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