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Quegli italiani vittime del razzismo targato Pd

11 Maggio 2021 – 15:02

Silvia Sardone ha analizzato i dati forniti dal Comune di Milano in merito all’ex Caa di via Novara e le conclusioni sono amare

Migranti, la Lega inchioda Sala:

Silvia Sardone non si arrende e continua a denunciare gli sprechi di denaro dell’amministrazione comunale di Beppe Sala a Milano. L’europarlamentare e consigliere comunale in forza Lega ha acceso i riflettori sulla gestione dell’ex Caa di via Novara (ora diventato Centro di ospitalità temporanea). Nel sito della cooperativa sociale che lo gestisce viene definito come “servizio di accoglienza residenziale co-progettato con il Comune di Milano“.

Il consigliere leghista, commentando la risposta a una sua interrogazione in merito da parte dell’assessore alle Politiche sociali e abitative, afferma: “Ogni volta che si parla di inclusione, integrazione, autonomia abitativa e lavorativa, i fallimenti del Comune di Milano sono a dir poco imbarazzanti. Ho scoperto infatti che in tre anni, dal 2018 al 2020, è stato speso oltre un milione di euro per la gestione dell’ex Caa di via Novara (ora diventato Centro di ospitalità temporanea) che ha accolto complessivamente 341 persone dimettendone solo 95 (22 famiglie, di cui una ha volontariamente deciso di non continuare l’accoglienza e un’altra non ha aderito al percorso di autonomia)“.

Numeri alla mano, però, Silvia Sardone evidenzia alcuni dati: “Solo il 27% degli ospiti ha trovato una sistemazione dopo esser passato dal centro. Si tratta principalmente di nuclei famigliari di nazionalità romena, ma anche nordafricani, slavi, sudamericani; gli italiani che hanno trovato una casa dopo essere stati all’interno del centro sono stati 18 in tre anni, la stragrande minoranza rispetto al totale“. Un’evidenza che mette in luce due aspetti fondamentali: “Oltre al fatto che grazie alla sinistra i nostri cittadini vengono puntualmente scavalcati in tutti i capitoli sociali e di fatto discriminati, va sottolineato lo spreco di risorse che il Comune compie ogni anno per la gestione di questi centri che servono poco a nulla: lo dicono i numeri“.

Con in mano i numeri dichiarati dall’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune di Milano, Silvia Sardone sottolinea che “considerato che il centro ha accolto in media 100 persone all’anno, il trend è addirittura in ribasso: se nel 2018 sono state dimesse 49 persone (di cui 36 romene), nel 2019 si è scesi a 10 e nel 2020 si è risaliti a 36 (di cui 26 romene)“. Inoltre, dal documento ufficiale emerge anche che “tra le persone dimesse, inoltre, ne troviamo anche cinque a cui è stata interrotta l’accoglienza per una mancata adesione al percorso di autonomia. Altre famiglie hanno deciso volontariamente di non proseguire nel percorso di accoglienza“.

Il caso del Centro di ospitalità temporanea di via Novara non è l’unico a Milano. Nella sua nota, infatti, il consigliere porta l’esempio di altre due situazioni. “Ricordo inoltre i fallimenti dei due Centri di Autonomia Abitativa di via Marotta e via Brambilla: dal 2016 a oggi, su 148 nuove persone accolte (tutti stranieri) solo 47 hanno trovato casa chiudendo il percorso cominciato: praticamente il 30%“, afferma la Sardone. L’eurodeputata, poi, prosegue: “Per non dimenticare il Cat di via Sacile, costato due milioni di euro, e smantellato dopo che tra il 2016 e il 2018 su 405 ospiti ben 223 non avevano concluso il percorso di inclusione (il 55%, più della metà)“.

La misura è colma per Silvia Sardone, che chiede un cambio di passo all’amministrazione Sala: “La sinistra smetta di sperperare risorse per progetti fallimentari già sul nascere e si preoccupi delle fragilità con misure concrete, studiate e mirate, senza che a pagare il prezzo maggiore siano come al solito gli italiani, ormai vittime del razzismo targato Pd“.

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