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Quotazioni del gas in rialzo del 10% dopo la proposta “scherzo” dalla Commissione Ue sul tetto al prezzo – Il Fatto Quotidiano

Sale ancora il prezzo del gas sul mercato europeo. Ad Amsterdam viene scambiato a quasi 134 euro al megawattora, con un rialzo di oltre il 10% rispetto a ieri. La proposta presentata ieri dalla Commissione Ue per un tetto al prezzo del gas viene considerata insignificante. Il limite per far scattare la misura viene infatti fissato a 275 euro, il doppio dei valori attuali, e prevede anche una differenza di almeno 58 euro rispetto al costo del Gnl (solitamente più caro) per entrare in funzioni. Analisti del settore hanno definito “uno scherzo” la proposta, per cui il governo Draghi si era molto battuto. Gli analisti di Goldman Sachs, inoltre, mettono in guardia dal rischio che il tetto al prezzo, se attivato, possa ridurre la liquidità del mercato e distorcere la formazione dei prezzi.

“La componente positiva della proposta sul price cap a nostro avviso è che la soglia elevata per farlo scattare è improbabile che venga mai raggiunta“. A mettere pressione sui prezzi è anche la minaccia arrivata ieri dal colosso russo Gazprom che ha prospettato un’ ulteriore riduzione dei flussi di gas per l’Europa attraverso l’Ucraina in ritorsione al fatto che Kiev si starebbe appropriando di parte del gas destinato ad altri paesi. Accusa che l’Ucraina smentisce. Il tutto mentre le temperature iniziano a farsi più rigide in tutta Europa e la fase di caldo anomalo sembra ormai alle spalle.

Considerazioni confortanti arrivano da Trafigura, uno dei principali trader al mondo di gas, secondo cui l’autunno che è stato insolitamente caldo consentirà in ogni caso all’Europa di trascorrere i mesi invernali senza eccessivi problemi. Gli impianti di stoccaggio sono al massimo di riempimento e, secondo l’analisi di Trafigura, si potrebbe arrivare a primavera con i depositi ancora pieni per un terzo. Questo a meno di condizioni metereologiche straordinarie. In prospettiva, se non verranno completamente interrotti i flussi dalla Russia, questa situazione dovrebbe permettere di affrontare con una relativa tranquillità anche l’inverno 2024, da molti indicato come il vero momento della verità per la sicurezza energetica europea.

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