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Rapinava farmacie con maglia Nazionale: un testimone lo pedina dopo un colpo e lo fa arrestare

Agiva sempre allo stesso modo. A volto scoperto, facendo intendere di avere un coltello in tasca, spingendo il titolare del negozio per arrivare alla cassa e minacciandolo di morte. Vestito sempre con una maglia della Nazionale azzurra senza sponsor. E agendo sempre nel pomeriggio, tra le 15 e le 16. È stato arrestato Antonino Diaccioli, italiano 45enne, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di cinque rapine in una sola settimana anche se la polizia sospetta ci possano essere altri casi ora in fase di accertamento.


L’ultimo risale allo scorso 6 luglio, quando il 45enne è entrato nella farmacia comunale di via Castelmorrone, minacciando la titolare di morte e scappando a piedi con oltre 350 euro di bottino. Quando la farmacista esce gridando e chiedendo aiuto, c’è un 40enne peruviano che si mette a pedinare il rapinatore. Fino all’arrivo delle volanti, alle quali l’uomo è in grado di indicare il malvivente che viene arrestato quasi in flagranza mentre cerca di nascondersi in un cantiere di corso Plebisciti. Ammette subito di essere il responsabile, non oppone resistenza. E ammette anche di essere un tossico.


Tre giorni prima, il 3, aveva rapinato sempre una farmacia, la Yippo80 Farma di via Stradella, stessa dinamica, portando via 283 euro. Un colpo rapido, veloce, la fuga a piedi. Prima ancora, un bar e il 30 giugno due colpi ravvicinati: prima alla parrucchiera Hair Stylist di viale Abruzzi, rapinandola di quasi mille euro e subito dopo l’ottico di fianco, con un bottino di soli 40 euro.


Quattro pagine di precedenti per furto, rapine, maltrattamenti alla ex moglie sposata nel ‘94, spaccio. Dopo aver lasciato la Sicilia, lui che è originario di Catania, in seguito a un foglio di via per diversi arresti, il 45enne si trasferisce al Nord e inizia a delinquere tra il Piemonte e la Lombardia.

Evade persino dal carcere di Torino, aggredendo i sanitari durante una visita medica. A Milano vive di espedienti, dormendo in ripari di fortuna e in dormitori, come quello della Caritas di via San Bernardino dove gli agenti del commissariato Monforte Vittoria guidati dal primo dirigente Manfredi Fava hanno trovato la maglia e i pantaloncini della Nazionale che come si vede dai video delle telecamere di sorveglianza indossava per i suoi colpi.

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