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Reggina, Baroni: “Quanto contano nel calcio dinamismo e psiche”. E fa la conta sugli indisponibili

Marco Baroni Foto Gianni Nucci / Ansa

Le parole dell’allenatore della Reggina Marco Baroni a due giorni dal successo contro l’Entella e in vista del derby di lunedì a Cosenza

E’ artefice del nuovo corso della Reggina. Due vittorie consecutive, quattro risultati utili di fila e terza gara senza subire gol. Tanti meriti sono di Marco Baroni. Il tecnico amaranto, a due giorni dall’importante successo interno contro la Virtus Entella, è intervenuto telefonicamente ai microfoni di “Tutti Figli di Gallo“, sui canali ufficiali del club. Queste le sue parole.

REGGINA-ENTELLA“La classifica non dobbiamo guardarla, si guarda più avanti. Ci sono tante cose positive ma anche tanto da lavorare. E’ un momento in cui non si deve dare nulla per scontato. E’ un campionato in cui occorre vincere e farlo non è facile. Mercoledì era una partita complicata, una di quelle in cui non è facile giocare bene, però siamo stati bravi. Ora dobbiamo continuare su questa strada e migliorare, la squadra i margini li ha”.

I NUOVI “A gennaio è difficile andare a prendere calciatori che vengono da un utilizzo in campo con continuità, altrimenti non sarebbero in uscita. Questo è un gruppo eterogeneo, bisogna portare tutti allo stesso livello e farlo con pazienza e senza fretta, ma loro devono darsi una svegliata, un’accelerata”.

I SINGOLI“Chi recupera? Menez torna dalla squalifica ma ha avuto un piccolo problemino in settimana e oggi è tornato in campo. Dobbiamo fare una verifica strumentale su Situm e Micovschi. “Rivas si è trovato a giocare in una posizione di campo non usuale. Per caratteristiche alcune volte può ricoprirla. Al di là di dove gioca, lo ritengo un giocatore pericoloso. Mercoledì non era al meglio ma comunque è un giocatore che riempie la partita, se lo metto dentro è perché lo ritengo funzionale. Menez può fare tutto davanti, non c’è un ruolo che non può interpretare. La chiave è solo dentro di lui. Ha dato una grande disponibilità e quindi già questo per me è il primo passo. Ora servono prestazioni importanti, lui lo sa e gliel’ho chiesto. Può essere un giocatore importante per la Reggina. Montalto? Quando si fanno 20 gol con una squadra non ti vengono dal cielo. Per forza devi fare qualcosa. Poi ha depauperato questo vantaggio e significa che qualche problema c’è. Io per questo cerco di tenerlo dentro quello che lui sa fare bene, l’attaccante vero. Deve stare sempre durante la partita, perché alcune volte esce”.

IL COLLETTIVO “E’ quello che funziona in una squadra, se non funziona bene un reparto non possono funzionare gli altri. Il calcio ora è dinamismo, non conta il singolo reparto. In 90 minuti non c’è un motivo per cui un calciatore debba rimanere fermo in campo. Il rispetto delle distanze, il movimento, il dinamismo. Anche da un punto di vista difensivo alleno molto questo. Questo sport si evolve come tutti e un allenatore deve essere pronto a capire quali sono i vantaggi da andare ad ottenere”.

LA PSICOLOGIA“Io credo che la psiche sia legata al corpo e tutto parte da lì. Ogni calciatore è diverso dall’altro e non è facile usare la stessa chiave per tutti. Io cerco di andare da loro ma è chiaro che deve essere il giocatore a portare la testa dentro la squadra. E’ un anello fondamentale, perché è quello che fa smuovere l’autoefficacia, l’autostima. E’ un valore che un allenatore deve portare sempre avanti”.

COSENZA-REGGINA“A prescindere da tutto sarà una bella partita. Sono due squadre che stanno bene, si affronteranno a viso aperto. Vincerà come sempre chi sbaglierà meno. Una partita come quella dell’andata? Non sarà la stessa cosa, la stessa partita”.


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