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Riapertura scuole, a settembre torna l’organico covid: 70 mila fra docenti e Ata per una spesa di circa 400 milioni

Già da alcuni giorni si parla del ritorno dell’organico aggiuntivo covid in vista del ritorno a scuola a settembre. Anche considerando gli sviluppi dell’epidemia e delle prime indicazioni che vorrebbero una ripresa con mascherine e distanziamento, e dunque con possibili scaglionamenti orari, il Governo pensa di introdurre nuovamente i supplenti dell’emergenza tramite il decreto sostegni bis, che nei prossimi giorni dovrà essere necessariamente approvato.

Con il ritorno in classe in presenza, voluto fortemente dal Ministro Bianchi, diventa indispensabile avere maggiore personale: l’emendamento che dovrà dare l’ok a questa operazione dovrebbe prevedere una spesa complessiva di 400 milioni, per assumere a tempo determinato circa 60-70 mila fra insegnanti e Ata.

Nello specifico, come spiegato in precedenza, si parla di circa 40 mila docenti e la restante parte supplenti con mansioni ausiliari, tecniche e amministrative.

I contratti di questi supplenti dovrebbero scadere il 31 dicembre ma, con la Legge di bilancio, se il Governo dovesse ritenerlo necessario, ricorda Il Sole 24 Ore, si potranno rinnovare.

Per quanto riguarda i supplenti docenti covid, questi dovranno essere utilizzati per attività di recupero degli apprendimenti  e restare a disposizione dei dirigenti scolastici, in primis per smistare le classi e, dunque, ridurre al minimo l’impatto della Dad.

I docenti “covid” dovrebbero essere inquadrati sin da subito nell’organico di fatto con questo meccanismo: definizione dei posti aggiuntivi necessari conteggiati sulla base delle indicazioni delle scuole agli uffici territoriali e poi agli Usr. In questo modo, in presenza di spazi o di turni doppi, lo sdoppiamento delle classi diventerebbe più plausibile.

La circolare sugli organici per l’anno scolastico 2021/22 riporta infatti

In occasione della predisposizione dell’organico di fatto e dell’avvio dell’anno scolastico, tenuto conto dell’emergenza sanitaria in atto, legata alla pandemia da COVID-19, potranno essere ulteriormente ampliati i margini di flessibilità anche sulla base delle ulteriori risorse che verranno rese disponibili.”

Il personale Ata dovrà invece essere impiegato principalmente per le attività di sanificazione degli ambienti. Ma è chiaro che bisogna capire come verrà impostato l’emendamento finale.

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