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Riapertura scuole, ipotesi quarta ondata dopo l’estate. Il monito degli esperti: puntare su vaccini e tamponi

La variante Delta ormai è realtà ed è per questo che si pensa, in  base agli ultimi dati, che entro fine agosto la mutazione covid sarà praticamente prevalente. E dopo l’estate c’è la ripresa delle lezioni in presenza (si spera). Ecco che allora si vuole intervenire per tempo in Italia, dato che la maggior parte degli effetti li stiamo vedendo negli altri Paesi d’Europa.

Come riporta Il Corriere della Sera, uno studio riservato a disposizione dell’esecutivo fotografa la situazione e monitora l’evoluzione della pandemia confrontandola con quanto sta accadendo negli altri Paesi. In particolare con la Gran Bretagna, dove la Delta ha già avuto un picco.

Secondo questi dati, senza un monitoraggio e un tracciamento adeguato, in Italia a fine luglio si potrebbe arrivare a 3 mila nuovi positivi ogni giorno per raggiungere al 30 agosto un numero di casi che potrebbe oscillare tra gli 8 mila e gli 11 mila.

Quello che bisogna tenere presente è il tracciamento tramite tamponi, spiegano gli esperti. In questo momento il numero di tamponi giornalieri si è abbassato. Ecco perché bisogna tornare a livelli adeguati per monitorare la situazione. Secondo gli esperti il tracciamento efficace prevede almeno 200 mila test giornalieri.

E’ chiaro che il ritorno a scuola inserito in questo scenario non fa che renderlo più complicato: anche perché il vero rischio, sottolinea lo studio, oggi “riguarda i più giovani: l’analisi dei dati dimostra infatti che ‘la virulenza colpisce maggiormente la fascia di chi ha tra i 12 e i 24 anni e ancor di più gli under 12 che non possono essere vaccinati’. Il pericolo deriva dal fatto che in questi casi ‘il virus si presenta in forma lieve o asintomatica’. E questo – sottolinea il quotidiano – aumenta l’insidia della trasmissione in ambito familiare“.

Ricordiamo che per quanto riguarda la vaccinazione del personale scolastico, risulta vaccinato con entrambe le dosi, oltre 1.1 milioni tra docenti e Ata. Rimangono in attesa della prima dose oltre 220mila unità di personale scolastico: il 15%.

Si è innescato nei giorni scorsi un dibattito sulla obbligatorietà o meno della vaccinazione per il personale scolastico, che ha scatenato molte polemiche. Al momento, non si profila all’orizzonte alcun obbligo vaccinale.

La linea del governo è quella di puntare sulla vaccinazione, ma il ministro Bianchi ha spiegato che non ci può essere obbligo perché non c’è per nessuno nel Paese e tutti, vaccinati e no, andranno a scuola in presenza.

Il governo incoraggia i ragazzi a vaccinarsi non tanto per i benefici personale, ma per un gesto di solidarietà, per un senso di responsabilità.

Peraltro con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico il governo è al lavoro per permettere un rientro in classe in piena sicurezza. Come già accaduto precedentemente, l’esecutivo istituisce un tavolo di coordinamento per la definizione delle misure per quanto riguarda i trasporti. La misura è contenuta in un emendamento al Decreto Sostegni bis approvato dalla Commissione Bilancio alla Camera.

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