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Sale giochi. Green pass? Ecco perchè l’idea non funziona

Le sale giochi che ospitano apparecchi di puro intrattenimento non ci stanno. L’ennesimo duro colpo ad un settore già fortemente penalizzato. Così gli operatori dell’apparecchi di puro intrattenimento, ovvero senza vincita in denaro, hanno ribadito le ragioni del loro no all’obbligo di verifica del possesso del green pass alla vigilia della riunione del Consiglio dei Ministri previsto per oggi.

I rappresentanti delle diverse organizzazioni in rappresentanza di queste attività hanno fatto presente agli esponenti della politica e delle istituzioni che le sale giochi non sono propriamente assimilabili alle sale dove possono accedere solo i maggiorenni.

Queste attività sono caratterizzate da un flusso di visitatori spesso non regolare, con entrata e uscita di minori che, per altro, se minori di 12 anni non sono soggetti all’obbligo di verifica. Altra cosa invece per i minori, fino a 17 anni, che in molti casi non sono ancora vaccinati o non disposngono di altra documentazione Gli esercenti fanno sapre che rappresentano almeno il 60% della clientela.

Alle conseguenze dell’introduzione della norma in termini di numero di accessi alle sale, si sommano quelle legate alla difficoltà dei controlli e le eventuali responsabilità in capo agli esercenti.

Di certo si parlerà anche di questo nel corso dell’incontro previsto per domani, 6 agosto, tra i rappresentanti delle associazioni dell’Amusement. Si tratta del 4° incontro degli Stati Generali.

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