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Salute – Medici di famiglia: nel Legnanese non c’è ricambio generazionale, l’allarme della categoria – Alto Milanese – Varese News

A lanciare l’allarme è il dottor Leonardo Vegetti presidente della cooperativa Gst di Legnano: «Il disagio a Legnano si sentirà alla fine dell’anno. Criticità già evidenti a Nerviano e Parabiago»

Medici

Manca il ricambio generazionale tra i medici di Medicina Generale: un problema importante che a Legnano potrà avere conseguenze per la fine dell’anno in corso. A lanciare l’allarme è il dottor Leonardo Vegetti presidente della cooperativa Gst di Legnano: «Soltanto a Legnano alla fine dell’anno ci saranno almeno tre dottori che potrebbero andare in pensione. Questo comporterà un disagio importante per i cittadini considerato che tutti i medici hanno per lo più raggiunto il numero consentito, ovvero la presa in carico di un massimo di 1.500 pazienti».

La criticità si sta già facendo sentire a Nerviano, a Parabiago e anche a Turbigo dove è stato appena chiuso un centro medico. Una situazione che si ripeterà a breve anche a Cuggiono «dove presto sarà chiuso un altro centro medico visto che ci sono dottori che vanno in pensione e non ci sono sostituti – spiega Vegetti -. Si sapeva. I medici del boom demografico stanno andando in pensione e non c’è un ricambio generazionale. Siamo in una situazione difficile… complice anche la scuola di formazione per i medici di Medicina Generale che non ha mai ampliato i numeri degli iscritti».

Un medico può scegliere se andare in pensione a 65 anni o proseguire fino a 70 anni: poi dovrà per forza smettere. Per affrontare questa situazione, come spiega Vegetti, Ats ha proposto su base volontaria di aumentare il massimale da 1500 a 1800 pazienti. «Sono 300 pazienti in più – commenta Vegetti -. Uno sforzo non da poco visto che quasi tutti hanno già raggiunto il limite e la mole di burocrazia da gestire quotidianamente è notevole. A Legnano, probabilmente, il disagio sarà più gestibile, ma nei piccoli paesi si farà sentire e capiterà che i residenti saranno costretti a rivolgersi ai medici di altri Comuni. È necessario trovare una soluzione al più presto».

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