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Scuole fra spazi, mense e trasporti: il rebus delle riaperture

MANTOVA – Facide dire “no Dad”. Il problema è risolvere i nodi pratici per consentire dal prossimo settembre il normale corso delle lezioni negli istituti virgiliani. La volontà dell’amministrazione è stata già espressa dal sindaco  Mattia Palazzi che per raggiungere lo scopo ha messo a disposizione tutti gli spazi comunali possibili, ivi compresa la sala consiliare di via Roma. Ma le buone intenzioni non bastano.

Al lavoro da mesi per ovviare agli inconvenienti della didattica a distanza l’assessore all’istruzione  Serena Pedrazzoli sta lavorando su più tavoli, affrontando tutto il ventaglio dell’offerta formativa dai nidi alle scuole secondarie di 2° grado – ove peraltro direttamente interessata, più che il Comune, è l’amministrazione provinciale.

Quanto alle primarie (orari 8-14) il problema maggiore parrebbe darsi con la mensa. «Parlando con i dirigenti – spiega l’assessore – l’orientamento è quello di escludere la mensa, ma di dare corso a due ricreazioni fatte in classe anziché in sale mensa. Questa sembra anche a noi la proposta più ragionevole, dato che anche la pausa pranzo è da intendersi come momento sociale ed educativo».

Nessun problema invece sarebbe stato riscontrato per le secondarie di 1° grado (scuole medie), dove gli orari 8-14 non rappresenterebbero criticità logistiche o di altro tipo.

Più difficile è far quadrare il cercio nelle superiori, anche se Pedrazzoli precisa che le competenze in talò caso sono dell’amministrazione provinciale. «Con il vicesindaco  Buvoli e la vicepresidente  Zaltieri, oltre che con i dirigenti scolastici, ci siamo incontrati per trovare soluzioni – prosegue l’assessore Pedrazzoli –. La difficoltà è trovare ambienti per classi di 28 alunni con servizi idonei. Domani (oggi, ndr) riapriremo il tavolo per reperire nuovi spazi soprattutto per il “Virgilio”, il “d’Arco” e il “d’Este”». E quanto ai trasporti, infine, «il tavolo è continuo da mesi. Faremo il possibile per dare risposte al 70% dell’utenza, dato che al 100% è impossibile», conclude Pedrazzoli.

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