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Se questa è una città turistica

Purtroppo i turisti in questo momento non ci sono per ben altri motivi. Ma presto torneranno, magari già a maggio. Eppure in uno degli angoli più importanti della città, a due passi dal cammino verso Villa Olmo, ad accoglierli troveranno una città ancora incapace di difendere una delle sue economie più importanti.

E chissà se non era proprio questa la stagione per rimboccarsi le maniche e porre rimedio a questa grave incuria che dura da mesi proprio di fronte all’Hangar. In un clima già desolante per l’emergenza che stiamo vivendo, questa sciatteria diventa insopportabile. Macerie di una città che sembra avere smarrito da tempo l’amore di chi la governa.

como città turistica hangar 3-2

Qui non si tratta nemmeno di avere in tasca le visioni evocate ieri in una nostra intervista a Bruno Magatti. Qui, più semplicemente, si tratta di avere cura della propria città, per chi la abita e per chi continua a volerla visitare per la sua bellezza. Un dono che merita tutta l’attenzione possibile anche e soprattutto facendosi carico delle sue necessità.

Mentre il lungolago prova con fatica a risorgere, mentre il sogno dei Giardini a lago rimane una chimera, Como non riesce nemmeno a mantenere dignitoso l’ordinario. Una aiula trasformata in un deposito, un muretto del lungolago divelto, un altro riparato da due transenne con le insegne della città di Como. Quasi a simboleggiare il suo fallimento. 

como città turistica hangar 2-2-2

Ci gonfiamo il petto per le immagini del lago di Como che fanno il giro del mondo ma non riusciamo a nascondere sotto il tappeto nemmeno i cocci di questa benedetta città. Manca proprio l’intenzione, quello scatto d’orgoglio che ci permetterebbe di uscire dall’apatia per dimostrare quel poco d’amore che serve per passare dall’attesa all’azione. Dal degrado alla cura. 

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