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Sea-Watch 4, tutto sulla nave dell'Ong tedesca Sos Humanity al centro delle polemiche fra Italia e Germania

Fatti e numeri su Humanity 1, la nave al centro della contesa fra Italia e Germania

Il governo tedesco ha chiesto all’Italia di prestare soccorso ai migranti (tra questi 104 minori non accompagnati) salvati nel mare Mediterraneo dalla nave Humanity 1. L’imbarcazione attualmente si trova nei pressi del porto di Siracusa. La sollecitazione di Berlino arriva attraverso una nota, inviata alla trasmissione Il Cavallo e la Torre su Rai3, dopo che il nostro governo, lo scorso 23 ottobre, aveva chiesto alla Germania di farsi carico dei migranti salvati sulle navi delle Ong che battevano bandiera tedesca e norvegese.

LE RICHIESTE DEL GOVERNO FEDERALE ALL’ITALIA

“Per la Germania – si legge nella nota inviata al nostro paese – le organizzazioni civili impegnate nel salvataggio di migranti forniscono un importante contributo a salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. Salvare persone in pericolo di vita è la cosa più importante”. Il Viminale, invece, nei giorni scorsi ha inviato note verbali alle ambasciate degli Stati di bandiera della “Humanity 1” e della “Ocean Viking” di Medici senza frontiere, Germania e Norvegia, sostenendo che “le condotte delle due navi non sono in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale”.  Ma “secondo le informazioni fornite da SOS Humanity sulla nave Humanity 1”, hanno fatto sapere da Berlino, “ci sono 104 minori non accompagnati. Molti di loro hanno bisogno di cure mediche”.

HUMANITY 1: LA CARTA D’IDENTITÀ DELL’IMBARCAZIONE CHE FA LITIGARE ROMA E BERLINO

La nave HUMANITY 1 è una nave general cargo costruita nel 1976 che può trasportare fino a 300 persone. Il nome dell’imbarcazione, di proprietà della Ong tedesca SOS Humanity, è Sea-Watch 4. Prima del suo impiego come nave di soccorso era una nave di ricerca e si chiamava “Poseidon“. L’imbarcazione attualmente naviga sotto bandiera della Germania, del resto il suo precedente proprietario era il Land dello Schleswig-Holstein e veniva gestita dal GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel., un istituto di ricerca nato nel 2004 dalla fusione dell’Istituto di scienze marine con il Centro di ricerca per le geoscienze marine. Nel gennaio 2020 la nave viene venduta all’asta alla Sea-Watch e all’United4Rescue. Quest’ultima possiede altre due navi: SEA-EYE 4 e Sea-Watch 5. Le associazioni riescono ad acquistare la Sea-Watch 4 al prezzo di 1,3 milioni di euro, grazie alle donazioni raccolte in poche settimane nell’ambito della campagna #WirSchickenEinSchiff.

HUMANITY 1: UNA DELLE PIÙ NAVI PER SOCCORSO MEGLIO EQUIPAGGIATE DEL MEDITERRANEO

Con i suoi 60 metri di lunghezza e 11 di larghezza la Humanity 1 è una delle navi di soccorso più grandi e meglio equipaggiate del Mediterraneo. Sulla nave, che negli ultimi anni ha subito importanti lavori di ristrutturazione, è presente un’area protetta per le donne e i bambini e anche un’infermeria. La sua prima missione di salvataggio risale all’agosto 2020. La nave Sea-Watch 4 appartiene all’organizzazione di salvataggio in mare Sea-Watch e.V., che la gestisce e il 20 febbraio 2020, la nave è stata battezzata con il suo nuovo nome Sea-Watch 4 – con l’aggiunta “powered by United4Rescue”.

SOS HUMANITY: CHI SONO I PROPRIETARI DELLA HUMANITY 1

La Sos Humanity ha inviato 11 richieste di accesso ai porti di Italia e Malta, tutte rimaste inascoltate. “È inaccettabile e contrario al diritto internazionale lasciare i sopravvissuti bloccati in mare per oltre una settimana e prolungare le loro sofferenze» aveva detto la scorsa settimana Mirka Schaferadvocacy officer della Ong. La Sos Humanity è una Ong nata nel gennaio 2022 come costola della tedesca SOS Mediterranee. L’associazione opera nel Mediterraneo già dal 2015, quando ancora apparteneva al network in qualità di SOS Mediterranee Deutschland. Fino al 2018 hanno utilizzato la nave Aquarius per poi utilizzare la Ocean Viking, un’altra nave che è questi giorni chiede un porto all’Italia, ma batte bandiera norvegese e quindi non dipende dalla Germania.

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