SHEIK JARRAH Cosa sta succedendo davvero? Gerusalemme

PERCHÈ QUESTO DOCUMENTO?

I recenti accadimenti e la violenza che sta scorrendo per le strade di Gerusalemme stanno alzando un grande polverone mediatico ma, in realtà, in pochi sanno cosa
sta davvero succedendo e perché.

Post social ma anche articoli di stampa stanno rappresentando una fotografia in molti casi alterata, frutto di una narrativa di parte che allontana dai fatti.

Questo documento ha lo scopo di fare luce su cosa sta succedendo a Sheik Jarrah, fornendo strumenti a media, politici, istituzioni e cittadini comuni che vogliano conoscere la realtà ed evitare di farsi portatori di inconsapevoli strumentalizzazioni.

COSA È SUCCESSO?

Il 10 febbraio 2021, il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha confermato una decisione del Tribunale dei Magistrati di Gerusalemme dell’ottobre 2020, richiedendo ad alcuni residenti di Sheikh Jarrah di liberare le proprietà in cui vivono, entro il 2 maggio 2021.

A seguito di questa decisione, i residenti hanno presentato ricorso alla Corte Suprema. La Corte ha concesso alle parti tempo fino al 6 maggio 2021, per riferire il raggiungimento di un accordo, tempo ora esteso.

Questa situazione è stata enfatizzata da alcune ONG (Organizzazioni Non Governative), in particolare da parte dell’org.Palestinese Al-Haq, che ha voluto ci fosse un interessamento da parte della Corte Penale Internazionale (ICC) e di funzionari delle Nazioni Unite, sostenendo che l’ordine del tribunale e la prevista rimozione forzata rappresentano un crimine di guerra.

Tali affermazioni e campagne distorcono, offuscano e cancellano i fatti del caso, che sono stati trattati più volte dai legittimi Tribunali israeliani negli ultimi decenni.

SHEIK JARRAH

Sheikh Jarrah è un quartiere di Gerusalemme Est, 2 chilometri a nord della Città Vecchia, sulla strada per il Monte Scopus. Il suo nome deriva dalla tomba – risalente al XIII secolo – di Sheikh Jarrah, un medico di Saladino, situata nelle sue vicinanze.

LA CRONOLOGIA DEI FATTI

1875

Gli ebrei Avraham Ashkenazi e Meir Orbach acquistano il terreno

1948

La Giordania riduce in maniera drastica la presenza ebraica a Gerusalemme

1950

Sotto il controllo Giordano, gli arabi occupano le abitazioni di proprietà ebraica

1973

Il terreno viene registrato da un’organizzazione israeliana

1982

I residenti arabi riconoscono la proprietà ebraica e la Corte stabilisce che gli affittuari paghino l’affitto. La disputa legale va avanti per anni

2020

L’alta Corte decide che gli affittuari che non pagano il canone debbano lasciare le abitazioni occupate

COM’È REGOLATO LO STATO GIURIDICO DELLE PROPRIETÀ A SHEIKH JARRAH?

Secondo la Corte Suprema, la terra in questione, era di proprietà del rabbino capo (Hacham Bashi) Avraham Ashkenazi e del rabbino capo Meir Orbach. Fu acquistata nel 1875 da cittadini arabi quando Gerusalemme era sotto l’occupazione Turca (1872-1917).

Dopo l’acquisto, la terra rimase continuativamente sotto la proprietà di Avraham Ashkenazi e Meir Orbach, fino alla prima guerra d’indipendenza dello Stato di Israele, avvenuta nel 1948.

Due anni prima, nel 1946, le organizzazioni ebraiche, Va’ad Eidat HaSfaradim e Va’ad HaKlali L’Knesset Yisrael, durante il Governo del Mandato Britannico (1920-1948), si erano attivate per la registrazione di questo terreno.

Nel 1973, le proprietà sono state registrate presso le autorità israeliane sotto queste due organizzazioni. Le stesse organizzazioni, nel 2003 hanno venduto le proprietà all’organizzazione israeliana Nahalat Shimon.

CHI SONO I RESIDENTI DI SHEIKH JARRAH?

Secondo una decisione dell’Alta Corte del 1979, e riaffermata ripetutamente nei casi successivi, come nel caso di qualsiasi inquilino che vive sulla proprietà di qualcun altro, i residenti che vivevano sul terreno di proprietà delle due organizzazioni sopra citate erano tenuti a pagare l’affitto alle stesse organizzazioni, in quanto titolari delle proprietà stesse.

Nel 1982, un certo numero di residenti, compresi quelli i cui discendenti si appellarono al Tribunale Distrettuale, concordarono con la Corte che le due organizzazioni no profit israeliane erano i proprietari legali della terra.

L’incapacità degli occupanti di mantenere fede al canone di affitto delle abitazioni, insieme a casi di costruzione illegale e affitto illegale di proprietà ad terzi, ha portato all’attuale procedimento legale, culminato nella decisione del Tribunale Distrettuale.

IN CHE MODO IL TRIBUNALE HA GESTITO LE RIVENDICAZIONI DEGLI ATTUALI RESIDENTI A SHEIKH JARRAH?

UN PRECEDENTE MOLTO IMPORTANTE.

Nell’ottobre 2020, la Corte respinse l’affermazione dei residenti secondo cui la proprietà era stata loro promessa dalle Autorità Giordane, durante gli anni in cui la Giordania, dopo la prima guerra Arabo – Israeliana, occupò l’area orientale di Gerusalemme fino al 1967. Tale decisione valutava che tutti i testimoni di questa “promessa” erano nati dopo il 1967 (o erano troppo giovani all’epoca) e potevano soltanto riferire della promessa giordana fatta da un parente più anziano.

La Corte aggiunse poi che “l’unico documento presentato” per provare questa presunta garanzia giordana “è una copia di un documento standard dall’equivalente giordano del Ministero dell’edilizia abitativa, ma questo modulo non è firmato e non conferisce la proprietà a nessuno degli imputati.”

Allo stesso modo, le precedenti decisioni della Corte Suprema respinsero le rivendicazioni di proprietà dei residenti di Sheikh Jarrah sulla base di ciò che la Corte ritenne essere un atto turco apparentemente alterato e “non autentico”.

Nel 2020, la Corte ha osservato: “durante tutte le deliberazioni, gli imputati hanno affermato tramite il loro avvocato di non essere inquilini ma che piuttosto detenevano i diritti di proprietà, poiché si sono resi conto di non aver convinto la Corte di essere proprietari della proprietà, gli imputati hanno affermato per la prima volta di essere inquilini che non dovevano essere allontanati dalle loro case “.

DEVI ANCHE SAPERE CHE…

Negli ultimi giorni Abu Mazen ha rinviato le elezioni palestinesi per la leadership dell’ANP per paura di perdere lo scontro contro Marwan Barghouti, rappresentante di Hamas in Cisgiordania.

Abu Mazen ha assunto la carica di Presidente della Palestina nel 2005. Nonostante la scadenza del suo mandato fosse fissata per il 2009, è rimasto in carica perché ha prorogato unilateralmente la durata del suo mandato fino al 15 gennaio 2010, da allora non sono più state indette elezioni.

Sono 16 anni che ai palestinesi è negato il voto.

LE INFORMAZIONI CHE CIRCOLANO IN RETE DICONO IL VERO?

Un civile israeliano stava circolando per le strade di Gerusalemme con la propria auto quando, accerchiato da manifestanti palestinesi, per scappare da una violenta sassaiola ha accidentalmente investito uno di questi ferendolo. Solo l’intervento di un poliziotto israeliano ha evitato che il linciaggio che erano inziato fosse completato.

La propaganda unilaterale ha tentato di manipolare i video facendo circolare in rete solo alcuni spezzoni di video e accusando il guidatore israeliano di tentato omicidio.

FATTO. DA GAZA CONTINUANO AD ARRIVARE SU ISRAELE DECINE DI PALLONI INCENDIARI.

FATTO. NELLA SOLA NOTTE DEL 10/05 DA GAZA SONO STATI SPARATI OLTRE 250 MISSILI CONTRO I CIVILI ISRAELIANI.

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