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Shovel Knight Dig Recensione, nuova dipendenza rogue-lite in 8-bit

Shovel Knight Dig Recensione in breve | Reduce dall’incredibile successo del main game, Shovel Knight, e dei DLC che si sono succeduti arricchendone l’esperienza, Yatch Club games ci riprova. Stavolta, con un’esperienza procedurale: il Rogue-Lite Shovel Knight Dig. Pur essendo sfociando in un genere diverso, l’approccio e l’impegno profusi nel progetto sono i medesimi. Così come è costante l’abilità dimostrata nel costruire situazioni, ostacoli, dinamiche platform e Boss Fight praticamente senza errori. Shovel Knight Dig, quindi, è un altro centro sul segnapunti 8-bit di Yatch Club Games, che rende ancora una volta la semplicità un valore inestimabile sul quale costruire un’esperienza magnetica, divertente e in linea con i “tempi che corrono” e ritmi conseguenti. 

Shovel Knight Dig Recensione

SHOVEL KNIGHT DIG RECENSIONE | TESTATO SU PC (STEAM)

(Disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, PC)

VOTO: 9.8

+Semplice nelle meccaniche, complesso nelle implicazioni e nei virtuosismi che ne conseguono

+Estetica 8-bit di grandissima qualità (come sempre)

+Il modo migliore di rivitalizzare l’IP Shovel Knight


+La randomizzazione ha moltissime varianti, tutte con level design eccellente

-Il genere Rogue-Lite è ormai affollatissimo e collaudato: alcuni potrebbero non gradire il cambio di rotta dell’IP

Shovel Knight Dig Recensione

Shovel Knight Dig Recensione, la classe non è acqua: è terra

Shovel Knight è stato ed è un gioiello di game design nel mondo del platform. Un classico moderno che fa uso di estetica e dinamiche tipiche del mondo ormai nostalgico in 8-bit. Ricominciando a sviluppare, quasi, da quando i giochi erano obbligatoriamente in 8-bit, per i limiti tecnologici dell’epoca. La consapevolezza e le possibilità tecniche attuali si riflettono nello sviluppo senza superbia. Senza calcare la mano su “questo non potevi farlo quando hai creato Megaman, eh?”. Probabilmente perché non è vero che non avrebbero potuto: piuttosto non ci avevano pensato.

Questa capacità quasi anacronistica ha permesso a Shovel Knight e ai suoi DLC di fare scuola, contribuendo a riportare in auge una nostalgia malcelata nei videogiocatori, e negli sviluppatori di titoli sia Indie che non. Poi, dopo un relativamente lungo silenzio, Shovel Knight Dig è arrivato; altrettanto meraviglioso e anacronistico, meraviglioso IN QUANTO anacronistico. Un gioco che dimostra con precisione quasi artigianale che il level design puramente ludico può essere arte. E nel caso di Shovel Knight Dig, lo è. 

Il protagonista è sempre lui: il cavaliere azzurro armato di pala/spada. Le movenze che esibisce, attacchi, salti e tutto il corollario non tradiscono la memoria, pur se adattate a un contesto diverso da quello degli stage originali. Stavolta, infatti, il gioco è un Rogue Lite. Che con eccezionale fluidità e un ritmo incalzante e stimolante ci porta a scoprire i segreti, i tesori e i pericoli di un profondo pozzo inesplorato. Attenti però, perché se la prende comoda nel diventare “lite”. Obbligando, e meno male, il giocatore a imparare come sopravvivere per raccogliere le risorse necessarie a… sopravvivere di più. Non frustrandolo, ma frustandolo, quello sì, con ostacoli via via sempre meno semplici; ci riesce con scorciatoie, trucchetti, escamotage via via più eleganti e che richiedono al giocatore di stare sempre più concentrato. Di…giocare meglio. 

Quasi come se la maestria che aveva prodotto le sessioni platform “fisse” di Shovel Knight si fosse naturalmente evoluta nella capacità di rimescolare quelle sessioni e renderle vive. Capaci di cambiare, mescolarsi, presentarsi simili, ma mai uguali, di scavo in scavo al player. Pertanto, in barba al genere differente, se vi è piaciuto Shovel Knight, vi piacerà DA MORIRE anche Shovel Knight Dig. Che ha il sapore deciso del “gioco di una volta”, ma è fatto oggi, a mano, da sviluppatori il cui talento non era mai stato in discussione; ma che ora più che mai è reso evidente dal magnetismo esercitato da Shovel Knight Dig.

Ne avrete a che fare per un bel po’, se entrate nella sua spirale: tra power up tutti diversi, alcuni ispirati al gioco “principale”, altri del tutto nuovi. Boss fight entusiasmanti, schermate sempre più articolate e affascinanti, e biomi ispiratissimi, popolati da creature assurde, ora caricaturali, ora quasi maestose. Che altro posso dire? Banalmente rasenta, ancora una volta, la perfezione assoluta. 

Quanto è difficile Shovel Knight Dig? | Ma soprattutto: quanto è più, o meno, difficile di Shovel Knight “regular”? La risposta, in realtà, è che le curve di difficoltà, pur calibrate ciascuna seguendo le regole non scritte del genere di riferimento, sono tarate in modo simile. In Shovel Knight ci sono presentati gradualmente ostacoli che richiedono di usare, dapprima una alla volta, poi combinandole, le capacità del nostro cavaliere. Sapendo in anticipo la dotazione in mano al giocatore bilancia quindi reward e ostacoli di conseguenza, per metterlo sempre più in difficoltà. Dig, invece, ha a che fare con un algoritmo. Che riesce però a proporre lo stesso feeling, quasi la stessa curva nel disporre premi e ostacoli, sfruttando stanze capaci di combinare un set di skill che potrebbe essere molto diverso, a seconda dell’esperienza, della fortuna e dell’equipaggiamento (casuale) del giocatore. Mica male.

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