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Slot e tassa 500 milioni: spetta al gestore degli apparecchi anche il recupero delle somme dovute dagli esercenti

Il Tribunale di Lucca con sentenza del settembre scorso ha confermato il decreto ingiuntivo nei confronti di una società di gestione di apparecchi da intrattenimento a vincita per le somme dovute al concessionario come quota parte della Tassa aggiuntiva di 500 milioni.

Tre anni fa, ovvero nel 2016, il concessionario di rete attraverso il quale l’operatore aveva installato gli apparecchi in pubblici esercizi, si era dichiarato creditore della quota parte dei 500 milioni di euro che, in base della Legge di Stabilità 2016, il comparto doveva versare all’Erario come tassa aggiuntiva.

Il calcolo della somma reclamata era stato fatto applicando una ripartizione in misura del 3% per il concessionario e del restante 97% per il gestore e l’esercente per ogni importo medio dovuto su ogni apparecchio installato.

Il Tribunale toscano ha innanzitutto rigettato l’eccezione di incostituzionalità proposta dal gestore che riteneva il criterio di ripartire l’onere finanziario sui concessionari e quindi, a cascata, sui gestori e sugli esercenti, espressione di un statico e dunque non effettivamente rappresentativo del reale volume commerciale desumibile dal valore del flusso di cassa dei singoli apparecchi di tipo Slot e Vlt, con conseguente violazione del principio di eguaglianza.

Nella sentenza non si manca di ribadire che la norma, così come censurata, era stata modificata solo un anno dopo quando il legislatore chiarisce che l’ onere del prelievo forzoso è a carico non solo dei concessionari, ma di tutti gli operatori dell filiera del gioco lecito e quindi anche u esercenti e gestori.

Per il Giudice il concessionario in questione ha correttamente quantificato quanto dovuto dal gestore, conformemente ai criteri di cui alla normativa in vigore per il solo anno 2015.

Circa l’addebito nei confronti del gestore anche delle somme il cui onere dovrebbe ricadere sugli esercenti, che il primo ritiene ingiustificato, il Tribunale toscano ha invece ritenuto di condividere la posizione del concessionario secondo cui “ i rapporti con gli esercenti sono di spettanza del gestore in quanto soggetto deputato alla raccolta delle somme contenute negli apparecchi di sua proprietà al netto delle vincite pagate ed al conseguente pagamento allesercente della sua quota di spettanza dei compensi. Deve, pertanto, individuarsi nel gestore il soggetto che avrebbe dovuto provvedere al re-

cupero delle somme dovute a titolo di Legge di Stabilità prelevandole dall’esercente nell’espletamento di attività di sua esclusiva competenza. “

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