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Sono 81 i casi lombardi della variante Delta. “Ma il vaccino funziona”

16 Giugno 2021 – 06:00

Dopo l’episodio nella palestra di Città studi Fontana e Moratti garantiscono i controlli

Sono 81 i casi lombardi della variante Delta.

Da domani gli under 60 che hanno ricevuto Astrazeneca nella prima dose, potrà essere vaccinato con Pfizer o Moxderna. E chi aspetta la prima dose di questi vaccini, a partire dal 21 giugno potrà veder spostato l’appuntamento di una settimana. E, vista la necessità anche della Lombardia di riprogrammare la campagna vaccinale anti Covid dopo lo stop ad Astrazeneca, il governatore Attilio Fontana ha ieri spiegato che «c’è stata una rassicurazione del generale Figliuolo per dare una risposta alla legittima richiesta di aumentare Pfizer e Moderna». Consentendo alla Lombardia di avere a disposizioni le fiale necessarie. «Abbiamo aspettato quello che ha detto l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco dalla quale è venuto il discorso più rassicurante e si chiederà anche l’intervento di Ema per avere ulteriori garanzie», aggiunge Fontana a proposito della possibilità di usare vaccini diversi.

Rassicurante Fontana anche sull’allarme lanciato per la scoperta degli episodi di variante indiana considerata molto più trasmissibile, ma allo stesso tempo coperta dall’attuale campagna vaccinale. Da aprile a oggi, secondo i dati forniti da Regione Lombardia, i casi individuati sono stati 81: due ad aprile, 70 a maggio e 9 nelle prime due settimane di giugno, indicando così una flessione dei contagi coincidente con quella più generale del virus. La percentuale della variante sul totale delle genotipizzazioni è dell’1,20 per cento a maggio su 5.841 e dell’1,15 a giugno su 786. Un calo, dunque, della variante Delta sia sul numero dei casi che sulle percentuali. «Da dicembre a oggi – ha ricordato la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti – abbiamo effettuato 16.638 genotipizzazioni e abbiamo riscontrato che la variante inglese (Alpha) con il 68 per cento è, a oggi, quella prevalente in Lombardia, seguita da quella brasiliana (Gamma) con l’1,1 per cento e dalla sudafricana (Beta) con lo 0,3». A Milano, negli scorsi giorni, era stato riscontrato un focolaio in una palestra di Città studi e su 12 contagi, uno era stato il positivo rilevato da variante Delta, mentre sugli altri undici servono i dati di laboratorio. «Tutti i casi – assicura Fontana – sono attentamente monitorati e seguiti, mi sembra di poter dire a oggi che la situazione sia sotto controllo: dovremo monitorarla costantemente, controllare che non si verifichino nuovi focolai di questa variante». Comunque, ha aggiunto il governatore, «da quello che risulta dalle valutazioni scientifiche, è una variante sensibile al vaccino ma ha, sembra, una maggior diffusibilità. Cercheremo di essere particolarmente attenti». Sulla stessa linea Moratti: «La cosiddetta variante indiana o Delta è temibile, però non preoccupa particolarmente perché abbiamo a disposizione i vaccini. Analisi inglesi confermano che la copertura vaccinale ha un’ottima efficacia anche in questi casi». E dunque «è fondamentale – conclude – proseguire celermente nella campagna e per questo incoraggio nuovamente un’adesione massiccia dei cittadini che, sino a ora, sono stati esemplari per senso civico e responsabilità».

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