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S&P conferma rating Italia. Atteso CdM su Recovery

L’agenzia di rating  S&P Global ha confermato il merito di credito dell’Italia, che resta “BBB”, penultimo gradino di investment grade, con outlook stabile. L’outlook era stato migliorato lo scorso ottobre dall’agenzia rispetto al precedente negativo.

L’agenzia ha anche formulato una stima di crescita del PIL del 4,7% per quest’anno e del 4,2% nel 2022, indicando che il  deficit si attesterà all’11,6% del PIL ed il debito al 149%.

Il giudizio di S&P è il primo della serie di review primaverili. Seguiranno DBRS il prossimo 30 aprile, Moody’s il 7 maggio e Fitch il 4 giugno.

La review era ampiamente attesa, considerando il calo dello Spread su livelli ritenuti “normali”, specie dopo l’avvento del Governo Draghi, ed il supporto offerto dalla BCE, che proprio questa settimana ha confermato una politica fortemente accomodante e l’intenzione di mantenere gli aiuti all’economia il più a lungo possibile. A supportare la decisione anche l’attesa per l’arrivo delle risorse del Next Generation EU, con il Governo che si appresta oggi ad esaminare il Recovery Plan.

Il sostegno della BCE

La BCE ha confermato questa settimana l’orientamento molto accomodante della sua politica monetaria, confermando tassi d’interesse ai minimi storici ed un Piano anti pandemico (PEPP) da condurre in modo estremamente flessibile e con un’accelerazione degli acquisti rispetto ai primi mesi dell’anno.

Confermati anche gli altri strumenti: il Piano QE da 20 miliardi necessario ad rafforzare l’impatto della politica die tassi e le aste a medio termine OM, per offrire la più ampia liquidità al mercato.

La Presidente Christine Lagarde, ribadendo che “è ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario, ha confermato che “non è stato discusso alcun phasing out” del piano PEPP e che, anzi, l’Eurotower si è impegnata ad aumentare “significativamente” il piano di acquisti titoli rispetto ai primi mesi dell’anno.

DEF e Recovery

E’ arrivato giovedì l’OK di Camera e Senato allo scostamento di bilancio chiesto dal governo al Parlamento. A Montecitorio sono stati conteggiati 492 sì, 1 voto contrario e 1 astenuto mentre i voti favorevoli a Palazzo Madama sono stati 242, con 3 no e nessuna astensione. Via libera anche al nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro per finanziare i nuivi ristori.

Il DEF prevede che il rapporto deficit/PIL si attesterà all’11,8% nel 2021 come risultato delle misure di sostegno all’economia e alla caduta del PIL. Scenderà poi al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/PIL tornerà a scendere sotto il 3%.

Frattanto, il CdM esaminerà oggi il PNRR da inviare al Parlamento per l’approvazione e quindi a Bruxelles per la sua valutazione entro il 30 aprile. Confermata la dimensione del fondo che ammonta a 221,5 miliardi di euro (191,5 miliardi da finanziare con il Recovery Fund, 30 dal fondo complementare per i progetti che non verranno presentati alla Commissione europea): la stima del governo è che sia in grado di dare una spinta al PIL di 3,6 punti percentuali nel 2026, mentre l’effetto sull’occupazione sarà di quasi 3 punti percentuali.

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