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“Sponsor per le ciclabili. E posti auto in aree private”

Arianna Censi, assessore alla Mobilità. Ieri il Consiglio comunale si è aperto con un minuto di silenzio per Luca Marengoni, il 14enne investito in bicicletta da un tram in via Tito Livio martedì scorso. É stata una fatalità?

«Purtroppo sì, è giusto che facciano tutte le indagini e le verifiche del caso me temo che rientri nel campo delle cose imprevedibili».

Una tragedia che ha riaperto però le discussioni sulla sicurezza sulle strade, in particolare davanti alle scuole.

«Siamo partiti con oltre 30 aree car free davanti alle scuole e vogliamo allargare il campo, per fare in modo che siano come hub di trasformazione della città. Da lì partono zone a ciclabilità protetta, strade scolastiche. Proprio questa mattina (ieri, ndr.) abbiamo definito in giunta la creazione di un’isola pedonale con il sistema dell’urbanistica tattica davanti alla scuola di via Sacchini, una traversa di via Porpora».

In viale Monza anche i ciclisti hanno creato una «catena ciclabile» per denunciare che la pista è rischiosa, cosa ne pensa?

«É stata un’iniziativa interessante perchè non fa che dire che una pista deve essere protetta da noi stessi, se sono un’automobilista non transito e non parcheggio nello spazio di un ciclista. Dobbiamo fare in modo che tutti rispettino le regole, e parlo di tutti gli utilizzatori delle strade».

Spesso c’è anarchia anche da parte di chi gira in bici o monopattino, viaggiare in contromano o sui marciapiedi mette a rischio i pedoni.

«Se hai uno spazio occupato ne occuperai a tua volta un altro, per me un ciclista che va sui marciapiedi commette un errore identico a chi transita sulla ciclabile. É chiaro che bisogna razionalizzare i parcheggi, trovare il modo per sostituire i posti in carreggiata con posteggi di altra natura, soprattutto nelle zone in cui quello spazio liberato può garantire più sicurezza alle piste e spazio più ampio in carreggiata».

Come?

«Stiamo studiando con tutti i Municipi le aree pubbliche e anche quelle private che vengono usate come parcheggio per un tempo limitato, ad esempio solo diurno, e potrebbero essere convenzionate con il Comune negli altri orari. I parcheggi dei supermercati ad esempio, o di grandi enti e istituzioni».

Per realizzare nuove ciclabili potreste fare ricorso anche agli sponsor?

«Abbiamo già ricevuto delle offerte per crearle e mantenerle ed è un’idea intelligente e anche praticabile, stiamo studiando le modalità tecniche e amministrative. La materia è complessa perchè si tratta di realizzare manufatti pubblici».

Vari esperti stanno chiedendo al Comune di rinnovare il piano dei nuovi «tempi e orari» della città sperimentato durante la pandemia, orari di apertura scaglionati per uffici, scuole, negozi per alleggerire il traffico. Ci state pensando?

«Armonizzare i tempi e orari è una prerogativa del sindaco e per me è una chiave. É possibile sperimentare un modello, come in alcune grandi città europee, canadesi e australiane. Voglio proporre di ragionarci alle parti sociali, organizzazioni datoriali, Confcommercio».

C’è un tavolo aperto anche con i tassisti, temono l’arrivo di nuove licenze.

«Alle organizzazioni ho ribadito giorni fa che ho la sensazione che la domanda della città non ottenga una risposta all’altezza, una percentuale di richiesta inevasa molto alta in alcune ore del pomeriggio, alla chiusura dei ristoranti e di notte. Ci siamo impegnati reciprocamente a scambiarci tutti i dati disponibili e a sperimentare per un periodo molto breve alcune azioni (estensione delle licenze familiari e dei turni) per coprire le parti della giornata e i luoghi oggettivamente scoperti. Poi dovremo decidere se basta o se servono nuove licenze».

Quando deciderete?

«Al più tardi in primavera».

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