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Stampa digitale, nonostante la crisi il settore italiano punta su crescita ed espansione | Sesto Notizie

Roland DG EMEA ha annunciato la pubblicazione del report annuale ‘Lo stato della stampa digitale in Europa’. Lo studio misura le performance aziendali e la fiducia nel futuro di oltre 1.300 titolari di tipografie di Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna: ha rivelato che il settore è in crescita per quanto riguarda i ricavi del 2022, dopo che il 2021 lo ha messo a dura prova.

Lo studio rivela come nel 2021, nonostante il contesto di lockdown nazionali e la diminuzione dell’assistenza finanziaria legata al COVID, un terzo (32%) delle tipografie italiane abbia registrato un aumento del fatturato fra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2021.

“Anche se il settore si sta ancora muovendo in un ambito commerciale difficile e complesso – ha commentato Stephen Davis, EMEA Marketing Director presso Roland DG – la ripresa costante di settori chiave come viaggi, turismo e ospitalità dopo il COVID continua a generare un impatto positivo sul livello di fiducia nel futuro”.

In risposta alla difficile situazione del 2021 e del 2022, le tipografie italiane si stanno concentrando sulla crescita e l’espansione. Oltre un terzo (40%) degli intervistati italiani che hanno partecipato al sondaggio si sta orientando verso un aumento della capacità produttiva e un quarto (28%) sta valutando opportunità di espansione. 

Un’ulteriore percentuale di tipografie si sta concentrando sulle opportunità create dai progressi nella stampa tessile, come la stampa DTF e DTG o UV (9%), nonché sull’ingresso in nuovi mercati con i macchinari disponibili (9%).

“Con una certa frequenza – ha proseguito Stephen Davis – il settore della stampa ha dimostrato la sua notevole capacità di rinnovamento e di darsi da fare per uscire prontamente da una crisi. Siamo certi che questo approccio coraggioso manterrà il settore vivace nei decenni a venire”.

Lo studio ha anche interrogato le tipografie italiane sull’impatto a lungo termine del COVID-19, rivelando forti differenze di opinione nel settore. Un quinto (21%) ritiene che il settore tornerà ai livelli pre-pandemia entro la fine del 2022, mentre un terzo (29%) è più pessimista e si aspetta che la ripresa possa richiedere almeno tre anni.

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