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Sveva Casati Modignani “Per le pratiche online mi aiuta mia nipote: pronta a ricevere anche il vaccino russo se posso tornare a vedere gli amici”

Un cauto ottimismo, per quanto riguarda la campagna vaccinale. È con questo stato d’animo che la scrittrice Sveva Casati Modignani si prepara domani a registrarsi per farsi vaccinare e poi alla somministrazione delle due dosi. Milanese, classe 1938, una quarantina di romanzi all’attivo – l’ultimo dei quali, Il falco (Sperling & Kupfer), parla anche di sanità – , tradotta in tutto il mondo, Casati Modignani sta conducendo quella che definisce una vita da reclusa, rispettando rigorosamente le regole, con la speranza che il vaccino possa restituirle un po’ di normalità e permetterle di rivedere, in sicurezza, i suoi amati nipoti e i suoi amici.

Casati Modignani, come si registrerà?

“Mi stanno aiutando in famiglia. Mia cognata mi ha dato un numero da chiamare, mia nipote farà la prenotazione per me sul portale. Molti ‘diversamente giovani’ non riusciranno a prenotarsi da soli, ma, come dico fin dall’inizio, sono totalmente favorevole al vaccino. Lo farei anche di corsa. E quando mi avranno somministrato la prima dose, aspetterò fiduciosa la seconda, sperando che queste dosi arrivino presto. Il problema è che non abbiamo ancora certezze sulla tempistica”.

Non crede al piano Bertolaso che prevede tutti vaccinati in Lombardia entro giugno?

“La Lombardia, non da oggi, mi sembra governata molto male, in particolare nel campo della sanità. Pensiamo al disastro dei vaccini antinfluenzali, che sono arrivati quando non servivano più. Fortunatamente, grazie alla mascherina e al fatto che non usciamo, gli anziani non si sono ammalati d’influenza. Da anni è stato privilegiato, come racconto anche nel mio romanzo, il settore privato a scapito di quello pubblico e ne stiamo pagando le conseguenze. Sperare, comunque, non costa niente. Mia nonna diceva: ‘Chi vive sperando, muore cantando’ perché fino all’ultimo spera di farcela”.

Dopo essersi fatta vaccinare, si sentirà più tranquilla?

“Mi fido di quello che dicono i medici. Mi farei anche il vaccino russo, quello cinese e chissà quale inietteranno a me, ma dopo avrò meno paura di ammalarmi. Ora esco il meno possibile e non vedo nessuno. Potrò vedere di nuovo i miei familiari e i miei amici”.

Ma c’è il problema dei No Vax, di quelli che non si vaccineranno.

“La mamma dei cretini è sempre incinta. I vaccini ci hanno sempre salvato la vita. Non si può obbligare nessuno a fare il vaccino, ma quelli che non si faranno vaccinare dovrebbero essere obbligati a stare tutta la vita chiusi in casa. Sono degli irresponsabili e mettono a rischio tutti”.

È ottimista anche sulla rinascita di Milano?

“Sono preoccupata per Milano e per tutta l’Italia. Il governo precedente stava gestendo la situazione. Poi, qualcuno lo ha fatto cadere. Non c’è lavoro, non ci sono soldi, le aziende chiudono, gli operai, di cui pure ho scritto, restano a casa. Una crisi politica non aiuta a rinascere, soprattutto durante una crisi economica così grave”.

Quale dovrebbe essere il ruolo dei libri in questo contesto?

“Bisognerebbe spingere la gente a leggere. Se si legge, si pensa con la propria testa. Se non si ha una cultura, si smette di ragionare. Nel nostro Paese cercano di creare questo stordimento generale. Oggi più che mai, invece, ci vorrebbe un briciolo d’intelligenza”.

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